di ROBERTO SEGHETTI

Il ricatto del presidente USA, Donald Trump, nei confronti della Francia e dell’Italia sulla web tax dimostra quanto sia importante che l’Europa impari a parlare con una sola voce, superando la frammentazione e diventando davvero una comunità. 

Trump è stato chiaro fino alla brutalità: se viene applicata una forma seppur minima di web tax, tale comunque da limare gli interessi degli over the top USA, allora scatteranno dazi penalizzanti per le merci francesi e italiane. Di fatto è la stessa politica seguita nei confronti della Cina. 

Ciò che è diverso nel caso dell’Europa è l’atteggiamento delle grandi multinazionali del web. Quando a Bruxelles si è cominciato a discutere di proteggere il copyright dei giornali tradizionali Facebook e Google hanno scatenato una battaglia di lobbying che ha quasi fatto saltare l’intervento. Ora che i singoli stati hanno cominciato a introdurla nei propri ordinamenti nazionali (vedi la Francia) hanno messo i giornali sotto ricatto (se dobbiamo pagare il copyright rinunciamo a rilanciare gli articoli). 

In che cosa differisce questo atteggiamento da quello tenuto nei confronti della Cina è presto detto: allettati dal mercato interno cinese, Facebook come Apple, hanno chinato la testa accettando le imposizioni del governo pur di restare in Cina e fare business. 

Si potrebbe dire che lì si sono trovati di fronte un governo non democratico e che non ammette discussioni, ma non credo che il punto sia solo questo. Il nodo vero credo sia questo: lì gli over the top si sono trovati di fronte a un unico governo che difendeva (a torto o a ragione) i suoi interessi prioritari, pronto a negare l’accesso al proprio tesoro (la moltitudine degli utenti cinesi) pur di vincere la battaglia. 

Qui invece ognuno va per la sua strada e gli interventi di Bruxelles non sono in grado di mettere in discussione e nemmeno di rendere più difficile l’accesso al grande e ricco mercato degli utenti europei. Perché dunque Google e gli altri dovrebbero tenere conto delle nostre posizioni? Possono giocare per tenerci divisi e trattare con i singoli paesi da potenza a potenza, mentre Trump ci ricatta con i dazi.

Se ve ne fosse ancora bisogno la vicenda delle decisioni sul copyright è l’ennesima dimostrazione di quanto sia importante nel mondo attuale fare veri progressi verso un’Unione Europea capace di avere coesione e forza per trattare sui principi, i valori e gli interessi di ciò che noi europei (a torto o a ragione) crediamo essere i nostri interessi.