Fabio Sanfilippo, caporedattore del Giornale Radio Rai, è stato sospeso per sette giorni dal servizio e dallo stipendio. È la sanzione massima prima del licenziamento.

Il 4 settembre scorso, dopo l’uscita di Salvini dal governo, Sanfilippo aveva scritto sulla sua pagina Facebook: Caro Matteo Salvini… ora perderai almeno il 20, 25 per cento dei consensi che ti accreditano i sondaggi, lo sai? E che fai? Non hai un lavoro, non sai fare niente, non hai un seggio da parlamentare europeo, hai perso il posto da ministro, certo stai in parlamento, ma con la vita che ti eri abituato a fare tempo sei mesi ti spari nemico mio…”. E aveva aggiunto: “Mi dispiace per tua figlia, ma avrà tempo per riprendersi, basta farla seguire da persone qualificate”.

Esattamente un mese dopo la commissione parlamentare di vigilanza Rai aveva dettato le regole per l’uso dei social da parte dei dipendenti Rai. Le più importanti riguardano i profili personali: “Si raccomanda che i pensieri espressi, i toni utilizzati e i contenuti condivisi sui social network siano rispettosi dei principi di cui al Contratto nazionale di servizio, quali l’imparzialità, l’indipendenza, il pluralismo, il principio di legalità, il divieto di discriminazione, il rispetto della dignità della persona, il contrasto ad ogni forma di violenza. Nel manifestare il proprio pensiero e nel condividere contenuti sui social network si invita a rispettare la correttezza espressiva e la verità dei fatti e a non diffondere fake news. Si valuti attentamente l’opportunità di esprimere e condividere opinioni che possono minare la credibilità e l’autorevolezza dell’Azienda che, in qualità di concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale, è tenuta al rispetto dei canoni di equilibrio, pluralismo, obiettività, imparzialità e indipendenza”. Per le sanzioni ai trasgressori, “si rimanda alle norme disciplinari dell’Azienda e a quanto già previsto dal Codice etico in vigore”.

”Mi ha definito ‘Schifoso””

Un altro mese più tardi, sono arrivate le sanzioni dell’azienda.

Ed ecco la reazione di Sanfilippo: “Mi state prendendo una settimana di stipendio perché da cittadino ho ‘osato’ esprimere in modo forte la mia contrarietà alle politiche dell’ex ministro Salvini? Bene, si sappia. Rilancio. Un’altra settimana di stipendio la devolvo in solidarietà a una famiglia di profughi profughi, la famiglia di Sheradzade che incontrerò presto. Io sono fatto così, e chi mi conosce lo sa bene. Pesce and love. REgistro che la Rai, anzi il suo solerte amministratore delegato, ha sentito l’urgenza di punirmi dando per assodato – in assenza di qualsiasi pronunciamento della magistratura o di querela di parte – che io abbia diffamato l’ex ministro Salvini, il quale mi ha a sua volta definito ‘schifoso'”.

Matteo Salvini aveva chiesto che il caporedattore del Giornale Radio Rai fosse punito per il suo comportamento.

«Non torniamo al merito del post del collega Fabio Sanfilippo, ma ciò che troviamo non tollerabile è che la Rai ancora una volta si muova con due pesi e due misure. Se vuole essere credibile, la Rai deve essere coerente nel sanzionare comportamenti che ledono l’immagine dell’azienda. Tutti. E sempre». È quanto evidenziano, in una nota congiunta, Federazione nazionale della Stampa italiana e Usigrai, ricordando che «che nei mesi scorsi il presidente della Rai Marcello Foa ha rilasciato una intervista a un giornale israeliano nella quale ha accusato una intera delegazione dell’europarlamento di essere finanziata da Soros. Una notizia falsa. Dalle frequenze di Isoradio, Maurizio Costanzo ha usato, in maniera esplicita e reiterata, un linguaggio vergognoso nei confronti di un radioascoltatore. Ma in questi casi, come in diversi altri, tutto è caduto nel vuoto. Una azienda che agisce in questo modo – conclude il sindacato – delegittima se stessa”.

La Costituzione e l’Ordine

E l’Associazione Stampa Romana: “La sanzione non è comminata per la prestazione lavorativa che Sanfilippo svolge per l’azienda di servizio pubblico, ma punisce il collega per l’esercizio della libertà di espressione garantita ad ogni cittadino e ad ogni giornalista dalla Costituzione nei limiti previsti dalle leggi civili e penali e per i giornalisti dalle regole deontologiche dell’Ordine applicabili anche ai social. Come già ampiamente ricordato da Stampa Romana le aziende editoriali stanno intervenendo su quanto colleghi e colleghe esprimono sulle pagine personali dei social andando ben al di là delle previsioni dell’articolo 50 del contratto di lavoro. Questo non è accettabile, neanche per un post, quello di Sanfilippo, dal cui contenuto prendiamo le distanze e stigmatizziamo fermamente”. Stampa Romana conclude: “Riteniamo urgente e indifferibile un intervento dell’Ordine dei giornalisti, presidio dell’autonomia professionale, culturale e democratica dei colleghi”.

Il legale del giornalista Sanfilippo, Vincenzo Iacovino, ha annunciato una querela nei confronti di Salvini per aver definito “schifoso” il giornalista durante un comizio ma anche nei confronti dell’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini e del responsabile del personale “per aver arbitrariamente e senza riserva alcuna definito diffamatorio il post di Sanfilippo neri confronti di terzi”.

Massimiliano Capitanio, segretario della commissione di Vigilanza e deputato della Lega, ha definito “sacrosanta” la decisione della Rai di sanzionare il giornalista Fabio Sanfilippo: “Il suo avvocato cerca di sminuire la gravità dell’episodio, sostenendo che Salvini non abbia querelato il giornalista: stia tranquillo perché sono state attivate tutte le azioni di tutela legale”.

(nella foto: Fabio Sanfilippo e Matteo Salvini)