(A.G.) Nella sua trasmissione di memoires pomeridiani su Rai Uno (“Io e te”), Pierluigi Diaco, giornalista, ha ospitato Luca Barbareschi, attore, regista ed ex politico (con il Pdl e con Gianfranco Fini).
Barbareschi, fra l’altro, ha rivelato di aver tolto l’eredità ai suoi sei figli, avendo permesso loro di studiare in titolate università del gruppo Ivy leagues, “che costano un milione di euro per quattro anni” e avendo quindi dato loro la possibilità di affermarsi nella vita. Diaco ha assentito a queste parole e Barbareschi ha aggiunto di aver trasmesso ai suoi figli anche i tre passaporti da lui posseduti: italiano, uruguaiano (perché è nato in Uruguay) e statunitense, ottenuto “honoris causa” (perché ha lavorato tanto in America).
Le notizie -ritenute clamorose- vengono riprese con risalto da molti organi di informazione, anche prestigiosi. Esempi. Il Corriere della Sera (sito web): “Barbareschi: i figli dei ricchi diventano cretini, ai miei ho tolto l’eredità”. Huffington Post: “Ai miei figli non lascerò un euro di eredità”.
Leggendo i testi, si scopre che né l’una né l’altra testata ricorda come per la legge italiana non si possa “togliere l’eredità”, a causa di un istituto chiamato “legittima”, per il quale, in presenza di più di un figlio, solo un terzo del patrimonio è “disponibile”, può essere cioè destinato a piacimento, mentre i due terzi vanno divisi fra i figli stessi. Barbareschi può aver depositato un testamento che risponde a quanto ha dichiarato, ma i figli avranno diritto di chiedere la restituzione di ciò che spetta loro. Anche se Barbareschi avesse intestato ogni bene e ogni conto corrente a qualcun altro, i figli potrebbero impugnare il testamento. Ma Barbareschi non l’ha spiegato e Diaco non gliel’ha chiesto. Nemmeno i siti web se lo sono chiesto. Sapremo mai la verità?
Anche la notizia del passaporto Usa “honoris causa” suona particolare. E anche il costo delle otto università Ivy League, come Harvard o Princeton (ma Barbareschi mescola a quelle anche la London school of economics e altro) non risulta di un milione di euro per i quattro anni di corso, ma di circa centomila euro. Infine, si lascia dire a Barbareschi che “un cretino ha scritto che avrei rubato poltrone e sipario dell’Eliseo”. In realtà c’è un’inchiesta giudiziaria aperta e lui è indagato per violazione della legge fallimentare.
Il giornalismo, comunque, anche nel placido pomeriggio Rai e nei grandi siti web, dovrebbe spiegare, non registrare. Il problema è che sempre più trasmissioni condotte da giornalisti si trasformano in occasioni di intrattenimento, nelle quali l’interesse per la sostanza e la veridicità delle notizie è ai limiti dell’irrilevanza. E gli altri organi di informazione seguono: il giorno dopo l’apparizione del padre in tv, il Corriere della Sera intervista una delle figlie “diseredate” da Barbareschi e, anche qui, nessun cenno al diritto ereditario. Amen.