Una grande azienda di compostaggio dei rifiuti, la Sesa, ha proposto alla direzione del giornale on line Fanpage di insabbiare un’inchiesta (realizzata in Veneto) in cambio di un contratto pubblicitario del valore di 300 mila euro. I giornalisti di Fanpage (che ha respinto e denunciato pubblicamente l’offerta) hanno ripreso di nascosto alcuni colloqui intercorsi.Il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi (M5S) ha detto: “Mi chiedo quante altre volte, nel nostro Paese, un’azienda abbia offerto soldi in pubblicità per silenziare un’inchiesta. La pubblicità è diventata un’arma per allineare le redazioni, o per condurle addirittura al fallimento. Per fortuna, davanti alle minacce o alle tentazioni, c’è chi resiste”.

Crimi è il sottosegretario che si è battuto con forza per l’abolizione degli aiuti di Stato alle piccole testate.