Comunicato senza precedenti firmato dai Comitati di redazione di Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore e Stampa. Per commentare pubblicamente l’inchiesta della Procura di Napoli sull’Università Pegaso, nella quale sono indagati i vertici aziendali delle quattro testate e alcuni direttori: avrebbero trattato con favore Pegaso -sotto accusa anche per presunte pressioni sulla ministra dell’Università Anna Maria Bernini- in cambio di pubblicità. I pm sono John Woodcock e Vincenzo Piscitelli.

“Secondo l’ipotesi dei pm -si legge nel comunicato- investimenti pubblicitari sarebbero stati promessi o erogati in cambio di articoli favorevoli e orientati o omissioni”. Ovviamente va considerata la presunzione di innocenza, ma secondo i quattro organismi sindacali, “la distinzione tra attività giornalistica, interessi degli inserzionisti e strategie commerciali delle aziende editoriali non può avere deroghe o zone grigie. Pubblicità, sponsorizzazioni eventi e altre iniziative economiche, fondamentali per la tenuta del settore, non possono diventare strumenti per orientare le scelte redazionali, enfatizzare notizie favorevoli, attenuare quelle sgradite o condizionare il lavoro dei cronisti”. 

separazione netta

E infine: “Alle direzioni giornalistiche spetta garantire l’autonomia delle redazioni, agli editori e ai vertici aziendali il dovere di proteggerla, assicurando una separazione netta tra informazione e attività commerciali”. 

La procura di Napoli ha aperto un’inchiesta che coinvolge l’università Pegaso, una delle più grandi università telematiche italiane, già al centro di un’altra indagine sempre a Napoli e di un’altra ancora in Spagna. Uno dei filoni ipotizza atti di corruzione per ottenere articoli di stampa favorevoli. Tra i 22 indagati ci sono anche alcuni direttori di giornali nazionali e i rappresentanti degli editori di alcuni dei principali quotidiani italiani.

corruzione tra privati

La notizia dell’indagine è stata data dal Fatto Quotidiano: indagati per corruzione tra privati anche il Direttore del sito ilfattoquotidiano.it, Peter Gomez, e l’Amministratrice delegata di Seif, la società che pubblica il Fatto, Cinzia Monteverdi.

Per la procura di Napoli i dirigenti indagati avrebbero condizionato, silenziato o fatto in modo di attenuare gli articoli sulle indagini sull’università Pegaso, per contenerne le conseguenze negative sulla sua reputazione. Lo avrebbero fatto sfruttando una rete di rapporti consolidata nel tempo con gruppi editoriali, concessionarie pubblicitarie, direttori di testate, e promettendo in cambio investimenti pubblicitari. Sarebbe inoltre contestato il fatto che alcuni giornali avrebbero contattato rappresentanti dell’università prima di pubblicare articoli su notizie di loro interesse.

tutti i nomi

Il Fatto scrive che nel decreto di perquisizione sono citati vari rappresentanti dei più importanti gruppi editoriali in Italia, indagati in concorso per corruzione tra privati: dirigenti del gruppo Gedi, ex editore di Repubblica e La Stampa, Rcs (Corriere della Sera), Ciaopeople (Fanpage), l’agenzia Italpress, Il Foglio, Piemme spa come concessionaria delle testate del gruppo Caltagirone (Il Mattino, Il Messaggero, Il Gazzettino e Leggo), la società editrice del Sole 24 Ore e quella del gruppo Angelucci che pubblica Libero, Citynews per NapoliToday, Seif e la sua concessionaria di pubblicità Sport Network. Tra loro risultano indagati l’ex Direttore di Repubblica Mario Orfeo, il Direttore di Fanpage Francesco Cancellato, l’ex Direttore della Stampa Andrea Malaguti e il Direttore del Foglio Claudio Cerasa.

(nella foto, John Woodcock)

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