La rata 2026 del fondo Ex Fissa sarà pagato ai giornalisti che ne hanno diritto il 15 febbraio 2027. Fnsi, Fieg e Inpgi hanno firmato il nuovo accordo operativo e stanno accertando la consistenza della riserva finanziaria. Il rateo annuale è 3.000 euro lordi, circa 2.150 netti.
L’Inpgi erogherà la rata provvedendo al versamento e alla certificazione delle relative imposte. Oltre al pagamento della rata per tutti coloro che hanno già maturato il diritto alla prestazione, l’Istituto dei giornalisti provvederà a definire le nuove domande, a carico del Fondo Ex fissa, presentate nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2026.
Saranno liquidate anche le domande di coloro che, pur avendo presentato la richiesta di Ex Fissa entro il termine del 31 dicembre 2026, non abbiano ancora ricevuto, entro la stessa data, il pagamento della pensione. In questo caso, la rata dell’Ex Fissa sarà liquidata solo dopo la trasmissione all’Inpgi di copia del primo cedolino di pensione. Un giornalista che, pensionato a novembre 2026, presenti regolarmente la domanda di Ex Fissa entro il 31 dicembre successivo, ma poi riceva il primo rateo di pensione a febbraio 2027, potrà trasmettere copia del primo cedolino di pensione al Servizio Contributi dell’Inpgi e l’ente metterà in pagamento.
Le aziende, invece, dovranno provvedere al versamento – riferito ai periodi di paga 1° gennaio 2026-31 dicembre 2026, nonché ad eventuali periodi pregressi – entro il 31 gennaio 2027, in un’unica soluzione a mezzo bonifico bancario.
La questione Ex Fissa è una pagina nera per aziende editoriali e sindacato dei giornalisti. Si trattava di un istituto contrattuale che è stato regolarmente pagato fino a che il Fondo aveva risorse e poi dal 2014 non più, lasciando privi di diritto oltre 2000 giornalisti, mentre erano state versate Ex Fisse milionarie a Direttori e vice. Con qualche lungimiranza – fra la fine degli anni ‘90 e i primi del terzo millennio, si sarebbe potuto agire in modo più equo, togliendo qualcosa ai più remunerati e non lasciando a zero gli altri. Ai giornalisti privati di ciò che gli spettava è rimasta questa rata annuale uguale per tutti, che ogni anno viene pagata più tardi e sulla quale pende sempre l’incertezza della “consistenza della riserva finanziaria”.



