Moglie e figli di Tiziano Terzani, grande inviato, soprattutto in Oriente, scomparso nel 2004, contro il Corriere della Sera. Oggetto: due libretti pubblicati dal quotidiano con gli scritti di Terzani e di Oriana Fallaci dopo l’11 settembre. “Egregio direttore- dicono Angela, Saskia e Folco Terzani nella lettera pubblicata il 16 settembre a pagina 25- scriviamo come famiglia ed eredi dell’Opera di Tiziano Terzani per protestare contro l’incredibile e inqualificabile atto compiuto dal suo giornale -che era anche il giornale di Tiziano- nel pubblicare senza il nostro consenso e anzi contro la nostra esplicita e ripetuta volontà i due fascicoli allegati al quotidiano e intitolati ‘Oriana Fallaci Tiziano Terzani. Il Confronto’”.
verità storica
“Fin dal titolo -proseguono- si tratta di un confronto falsato, poiché non riporta l’articolo di Tiziano sul Corriere del 16 settembre 2001 che diede effettivamente l’avvio al dibattito e distorce perciò la verità storica. Per questo motivo, e per altre inesattezze che chiedemmo inutilmente di correggere nell’introduzione, decidemmo di non consentire la pubblicazione. Pubblicazione che è invece avvenuta, ignorando la nostra volontà e infrangendo il diritto d’autore sia di noi eredi sia dell’editore Longanesi. La casa editrice, infatti, per la pubblicazione di ‘Lettere contro la guerra’, detiene tutti i diritti di sfruttamento degli articoli di Tiziano in parte riprodotti nei due fascicoli. Non a caso, evidentemente rispecchiando la volontà dello stesso Tiziano, il libro prende l’avvio proprio dal primo articolo, quello del 16 settembre.
stupiti e addolorati
Che il giornale da lei diretto -il principale e più autorevole quotidiano italiano- si sia prestato a una simile operazione è cosa che ci stupisce e ci addolora. Riservandoci di decidere quali azioni eventualmente intraprendere per ristabilire la verità e i diritti lesi , attendiamo da Lei quanto prima una risposta”.
Angela Terzani aggiunge un post scriptum: “Nel ricordo di come nel 2001 e 2002 si sono svolti i rapporti tra Tiziano e il Corriere della Sera, vorrei personalmente ringraziare l’allora direttore, Ferruccio de Bortoli, di come durante la scrittura dei suoi articoli sull’argomento in questione Tiziano si sentì incoraggiato e gli fu gratissimo dell’interesse sincero e della piena libertà accordatagli”.
idee diverse
Risponde il Direttore Luciano Fontana: “Il Corriere della Sera, in occasione del 25esimo anniversario dell’11 settembre, ha deciso di ripubblicare come allegato gratuito il confronto, aspro e bellissimo, che Oriana Fallaci e Tiziano Terzani svilupparono sulle pagine del nostro giornale. Senza nessun cambiamento rispetto ai pezzi che i due grandi giornalisti decisero di inviarci per la pubblicazione, partecipando al dibattito con la passione delle loro idee molto diverse. Nessun’altra intenzione salvo quella di offrire contributi storici ai nostri lettori e un omaggio a due figure importanti del giornalismo italiano”.
ingiustizie del mondo
Tiziano Terzani aveva avviato il dibattito il 16 settembre -come ricordano moglie e figli- e poi nelle sue “Lettere contro la guerra”. Si opponeva a ogni logica di scontro di civiltà e di vendetta. Sostenne che la violenza genera solo altra violenza e che il terrorismo non si sconfigge con le armi, ma comprendendo le ragioni profonde e le ingiustizie del mondo.
Solo cinque giorni dopo l’11 settembre, mentre Bush già annunciava la crociata contro l’Islam, Terzani scrisse che la tragedia non andava solo condannata, ma anche compresa: “Ciò non significa confondere le vittime con il boia, significa solo rendersi conto che, se vogliamo capire il mondo in cui siamo, lo dobbiamo vedere nel suo insieme, e non solo dal nostro punto di vista”. E più avanti: “Questo è il momento di fare finalmente la pace, a cominciare da quella tra israeliani e palestinesi… Se davvero crediamo alla santità della vita, allora dobbiamo credere alla santità di tutte le vite”. “Finché penseremo di avere il monopolio del bene, fino a che parleremo della nostra come della civiltà, ignorando le altre, non saremo sulla buona strada”. Amaramente Terzani prevedeva: “E invece guerra sarà”.
“Mi sento come Cassandra”, la profetessa che non veniva mai creduta, diceva alle persone care. Era già malato, si trovava in Italia in quel momento, all’Orsigna, e stava per tornare nel suo rifugio sull’Himalaya. Andò invece in Afghanistan, per capire cosa stava succedendo.
accuse durissime
Oriana Fallaci, tredici giorni dopo, il 29 settembre 2001, pubblicò sul Corriere il celebre articolo “La rabbia e l’orgoglio”, in cui lanciava un accuse durissime contro l’estremismo islamico, denunciando il rischio di una sottomissione dell’Occidente e sostenendo la necessità di difendere con forza la propria civiltà e identità.
Terzani aveva scritto: “Dipende da quel che noi faremo, da come reagiremo a questa orribile provocazione, da come vedremo la nostra storia di ora nella scala della storia dell’umanità, il tipo di futuro che ci aspetta”.
(nella foto, Oriana Fallaci e Tiziano Terzani)






È incredibile che il Corriere abbia pubblicato senza autorizzazione! E la lettera di risposta di Fontana è patetica. Nemmeno una riga sulla scorrettezza fatta. Se questa è l’etica professionale del direttore del maggior quotidiano italiano allora siamo messi davvero male