Un nuovo caso di presunta censura televisiva negli Stati Uniti. Il protagonista è ancora una volta James Talarico, il giovane politico che ha vinto le primarie democratiche in Texas ed è in corsa per un posto al Senato alle elezioni di metà mandato di novembre.

I fatti. Il 9 settembre il popolare conduttore Jimmy Kimmel, che guida lo show serale “Jimmy Kimmel Live” sul canale Abc – di proprietà della Walt Disney Company – annuncia nel suo monologo di aver ricevuto pressioni dalla Federal Communications Commission (Fcc) per cancellare la sua intervista a Talarico. L’agenzia federale sulle telecomunicazioni avrebbe motivato la richiesta appellandosi alla legge sull’equal time, la “par condicio” americana che impone di suddividere gli spazi televisivi fra i vari candidati. “L’intervista sarà comunque disponibile per intero sul canale YouTube del programma”, aggiunge Kimmel: “E per fortuna abbiamo quello, perché nell’America in cui viviamo oggi è il meglio che possiamo fare”. 

ventuno minuti

L’11 settembre, quindi, il video compare sulla piattaforma YouTube di “Jimmy Kimmel Live” in collaborazione con il profilo ufficiale di James Talarico. “Jimmy Kimmel’s Interview with James Talarico That the FCC Doesn’t Want You To See”, recita il titolo: “L’intervista di Jimmy Kimmel a James Talarico che la Fcc non vuole che tu veda”. Dura 21 minuti.

All’inizio del filmato, il presentatore lancia un duro attacco all’agenzia federale e alla Casa Bianca: “Siamo nel mirino della Fcc per il crimine di intervistare candidati politici, anche se per anni ogni altro talk show notturno ha ospitato numerosi candidati, incluso Donald Trump quando era in corsa: è stato ospite del mio programma due volte, ma ora immagino che non gli piaccia più, o che non apprezzi il Primo Emendamento. E quindi la Fcc ha minacciato me e il mio programma, la nostra rete, le nostre stazioni Abc locali: vogliono prendere le decisioni editoriali al posto nostro, cosa che ovviamente non possiamo accettare. Quindi stiamo aggirando le onde radio pubbliche e ospitando questa intervista su YouTube”.

corsa in texas

Subito dopo, introducendo l’ospite, Kimmel dice: “Questa non è la prima volta che viene retrocesso su YouTube, la stessa identica cosa è successa per lo show di Stephen Colbert. Perché hanno così tanta paura di lei?”. La risposta di Talarico: “Be’, temono che vinceremo questa corsa in Texas, ma siamo gli sfavoriti fino a quando non verrà contato l’ultimo voto. Non ci stiamo scontrando soltanto con il politico più corrotto del Texas: ci stiamo scontrando con un intero sistema corrotto. Forse avrà visto che Elon Musk, il primo ‘triliardario’ al mondo, ha già speso milioni di dollari per cercare di sconfiggerci in Texas. MAGA Inc., il gruppo di finanziatori occulti del presidente, ha speso 10 milioni di dollari la scorsa settimana per sconfiggerci, quindi sono terrorizzati da questo movimento”.

Al 16 settembre, in meno di una settimana, l’intervista ha ottenuto oltre 10 milioni di visualizzazioni e 700.000 mi piace, divenendo uno dei contributi più visti di sempre del canale, che conta oltre 22 milioni di iscritti.

tempi per candidati

Come accennato da Kimmel, la vicenda ricalca in pieno quanto già successo sette mesi fa, quando Talarico correva per le primarie Dem poi vinte. Il 16 febbraio Stephen Colbert, “erede” di Letterman e conduttore dello storico “Late Show” di Cbs, comunicò in diretta che i legali del network Paramount gli avevano intimato telefonicamente di non mandare in onda la sua intervista al politico democratico: “Mi è stato detto, in termini alquanto incerti, che non solo non potevo averlo in trasmissione, ma non potevo neanche menzionare il fatto che non lo avrei avuto. E poiché la mia rete chiaramente non vuole che ne parliamo, parliamone!”. L’indomani, Colbert aveva pubblicato l’intervista sul suo canale YouTube, ottenendo anch’egli numeri notevoli: oltre 9 milioni di visualizzazioni e 798.000 mi piace.

Secondo la legge dell’equal time, se una Tv o una radio concede del tempo a un candidato, la stazione deve offrire uno spazio paragonabile agli altri contendenti, se lo richiedono.

talk show esentati

Come raccontato all’epoca da Professione Reporter, in passato la norma non si applicava ai talk show, risparmiati dal conteggio in quanto “autentici colloqui giornalistici” – “bona fide”. E ciò da quando, nel 2006, la Fcc concesse un’esenzione al Tonight Show di Jay Leno, creando un precedente. Il cambio di marcia è avvenuto proprio all’inizio del 2026, quando la Commissione – diretta dal trumpiano Brendan Carr – ha inviato un avvertimento ai network esplicitando la nuova linea: “La Fcc non ha ricevuto alcuna prova che la sezione interviste di qualsiasi talk show serale o diurno attualmente in onda possa qualificarsi per l’esenzione di notizie ‘bona fide’”. Il 7 febbraio, l’ente ha avviato un’indagine sul celebre programma di Abc “The View”, reo di aver ospitato lo stesso Talarico in violazione della norma. Quindi il caso Colbert e, ora, Kimmel. Tutti con il medesimo protagonista: l’astro nascente Dem che potrebbe strappare ai conservatori la roccaforte del Texas.

caso ted cruz

A infiammare ulteriormente la polemica è stato il caso Ted Cruz. Il 12 settembre, infatti, la rete sportiva Espn è stata sommersa di critiche per aver concesso al senatore del Texas Ted Cruz, repubblicano, quasi 10 minuti di spazio gratuito nel programma “College GameDay” per promuovere un disegno di legge bipartisan sullo sport. Il Texas ha due senatori: uno è appunto Ted Cruz, in carica fino al 2031, l’altro è l’uscente John Cornyn, per la cui successione sono in corsa Talarico e Ken Paxton, sostenuto da Trump e Cruz.

Il presidente della Fcc, Brendan Carr, ha respinto le accuse di censura e doppio standard con un post sui social. In primo luogo, ha ricordato che l’equal time non si applica ai programmi via cavo come “College GameDay”, e che Cruz tecnicamente non è un candidato attualmente in corsa. Il programma di Jimmy Kimmel, invece, è di un broadcaster, e “i broadcaster sono unici”: “La Fcc ha concesso loro licenze gratuite dal valore di miliardi di dollari per usare una risorsa pubblica (lo spettro). Hanno anche un monopolio sancito dal governo sulle loro frequenze broadcast. In cambio di quel diritto gratuito ed esclusivo all’uso dello spettro, i broadcaster hanno stretto un patto con il popolo americano. Hanno accettato di operare, non nei loro interessi ristretti, ma nell’interesse pubblico”. Quindi, spiega il dirigente, devono rispettare certe regole: “Con l’equal time, il Congresso voleva garantire che fossero gli elettori a decidere le elezioni, non i guardiani dei media che scelgono vincitori e vinti fornendo tempo preferenziale ad alcuni candidati e non ad altri”. Fin dal suo insediamento, Brendan Carr ha promesso di voler ridisegnare il sistema televisivo degli Stati Uniti, giudicato “troppo progressista”. Sia Colbert sia Kimmel sono stati attaccati più volte dal presidente Trump. Lo show di Colbert è stato chiuso a maggio 2026 per volontà della Cbs; quello di Kimmel, invece, nel settembre 2025 è stato sospeso dopo un commento del conduttore sull’omicidio di Charlie Kirk, causando una sollevazione mediatica e la retromarcia della Disney.

dominio repubblicano

James Talarico, 37 anni, cristiano di origini italiane, è attualmente deputato della Camera locale del Texas. È considerato fra i volti più convincenti e promettenti del mondo Dem, con speculazione su una possibile corsa alle prossime presidenziali. Una sua eventuale vittoria alle mid-term nello Stato meridionale porrebbe fine a decenni di dominio repubblicano, riuscendo dove Beto O’Rourke – breve promessa della politica USA – fallì per un soffio nel 2018.

(nella foto, James Talarico e Jimmy Kimmel)

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