(S.A.) International Business Times Uk è finita al centro delle critiche dei propri collaboratori per il trattamento riservato a tirocinanti non retribuiti e a giornalisti freelance. La testata, con sede negli Stati Uniti e edizioni pubblicate in diversi Paesi, gestiva nel 2015 una redazione londinese di 60 persone, ridotta drasticamente nel 2018 dopo la fusione tra le redazioni statunitense e britannica.

Tra i casi raccontati emerge quello di Antonia Haynes, 33 anni, scrittrice freelance che lavora da casa nel Kent. Il suo articolo di 782 parole, pubblicato il 16 giugno nell’ambito del “programma per collaboratori” di IB Times Uk, le avrebbe garantito un compenso potenziale di appena 2,62 dollari, cifra rimasta congelata dal 18 giugno. Haynes ha spiegato: “In totale ho totalizzato 2.716 visualizzazioni, 345 pagine visualizzate e ho guadagnato 2,62 dollari: hanno registrato solo i dati relativi a tre giorni”. Secondo le regole del programma, i pagamenti possono essere prelevati solo quando l’articolo genera almeno 50 dollari di ricavi. La guida del National Union of Journalists indica invece una tariffa di riferimento di 300 sterline ogni 1.000 parole per gli articoli online.

A questo si aggiunge la testimonianza di un ex stagista non retribuito della sede di Canary Wharf, che ha raccontato di aver versato 9.000 dollari a un’agenzia statunitense per partecipare a uno stage giornalistico di otto settimane, comprensivo di alloggio e quattro eventi sociali, senza però ricevere alcuna retribuzione per il lavoro svolto, tra articoli per il sito e interviste di strada in stile “vox-pop”. Lo stagista ha dichiarato: “Ritengo che la natura di questi stage non retribuiti sia molto discutibile: questi stagisti non svolgono un lavoro aggiuntivo, bensì un lavoro che ci si aspetterebbe da un dipendente”. Ha inoltre riferito di aver dovuto utilizzare il proprio computer personale per svolgere le mansioni assegnate.

Sul piano legale, Layla Bunni, responsabile del dipartimento lavoro dello studio Clintons di Londra, ha chiarito: “È possibile offrire stage non retribuiti a condizione che gli stagisti si limitino ad affiancare o osservare, anziché svolgere attività lavorative. Una volta che iniziano a svolgere un lavoro produttivo per l’organizzazione, è probabile che vengano considerati a tutti gli effetti dei lavoratori e che debbano essere retribuiti almeno con il salario minimo nazionale”.

Il programma per i collaboratori freelance, che prevedeva la proposta di articoli attraverso un gruppo Telegram e un modello di condivisione del 50% dei ricavi pubblicitari netti, risulta sospeso dall’inizio di settembre. IB Times ha precisato di non ricevere alcun compenso per l’accoglienza degli stagisti e di attenersi alle linee guida legali in materia di tirocini non retribuiti, descrivendo il programma per collaboratori come uno spazio aperto a esperti, scrittori e commentatori. L’intero staff editoriale della testata lavora da remoto, mentre i team IT, vendite, marketing e social media operano nella sede di Canary Wharf, dove gli stagisti ricevono assistenza in loco dal reparto social media.

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