Stefano Ardito, scrittore, alpinista, regista, fotografo e conduttore televisivo, autore di numerosi testi sulle montagne di tutto il mondo, riprende la Repubblica per i “consigli pericolosissimi” forniti sul sito. Il pezzo di Ardito è uscito il 5 gennaio su Montagna.tv. “D’inverno il Corno Grande è una meta per alpinisti e scialpinisti, e lo stesso vale per il Monte Vettore -scrive Ardito- Perché il quotidiano romano e la nota piattaforma suggeriscono di andarci con le ciaspole? Che pensa il Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico di chi diffonde informazioni così pericolose?”
“‘Imprudenti’. ‘Impreparati’. ‘Hanno scelto l’itinerario sbagliato’. ‘Non avevano l’equipaggiamento adatto’ -dice Ardito- Con queste frasi, d’inverno, i comunicati del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, e i media che li riprendono, definiscono gli escursionisti in scarpe da trekking recuperati su pendii e sentieri trasformati in lastre di ghiaccio… Uno degli errori più comuni è scopiazzare la descrizione estiva di un percorso, suggerendo di percorrerlo d’inverno e aggiungendo a casaccio la parola ‘ciaspole’, che evoca percorsi elementari e magici. Quando questo errore viene ripreso da siti generalisti importanti, i rischi per la pubblica incolumità sono seri”.
Sotto attenzione è un articolo uscito a Capodanno sul sito di Repubblica intitolato “Dalle Dolomiti al Gran Sasso, le più belle ciaspolate italiane da scoprire quest’inverno”: “Già la foto di apertura, scattata sul sentiero che taglia i pendii di Monte Mileto, sul Morrone della Maiella, fa capire che qualcosa non va. È un pendio esposto a nord, dov’è facile trovare ghiaccio o rischio di valanghe. Certamente non un luogo da ciaspole. Il testo inizia con qualche itinerario sulle Dolomiti (Forcella Ambrizzola, Alpe di Siusi…) dove le ciaspole possono essere usate davvero. Poi passa all’Appennino, e diventa pericoloso. Sui Sibillini, propone di salire sul Monte Vettore, un ripido percorso di scialpinismo o ramponi, dove il Soccorso Alpino, ogni inverno, deve intervenire molte volte per recuperare escursionisti in scarpe da trekking o ciaspole”. Poi si passa al Gran Sasso: “La salita al Corno Grande da Campo Imperatore, definita ‘impegnativa ma memorabile’, d’inverno si fa lungo la Direttissima, un canale alpinistico con pendenze fino a 50°, semplicemente impensabile con le ciaspole. La via normale estiva, a cui sembra invece fare riferimento Repubblica, è esposta a nord e fa delle vittime, ogni anno, sia a ottobre sia a giugno. D’inverno non ci va mai nessuno, e comunque l’ultima parte, un pendio con pendenze fino a 40°, non è certo terreno da ciaspole. Il Monte Aquila, con la sua cresta elementare ma aerea, è più facile e non pericoloso. Se ci si va con piccozza e ramponi, però, e legandosi in cordata se del gruppo fanno parte degli inesperti”.
L’articolo del quotidiano, fin dal sommario, spiega di aver ripreso i suggerimenti di All Trails, piattaforma di escursionismo che offre “informazioni utili per affrontare in sicurezza anche le escursioni invernali”: “Siamo andati a vedere, e accanto al titolo ‘I migliori sentieri per ciaspolate in Italia’ abbiamo trovato una foto delle Cinque Torri in estate. A seguire, i link a decine di descrizioni di percorsi, tutte in condizioni estive, accompagnati da foto di prati e boschi verdi. Siamo sicuri che così si vada ‘in sicurezza’”?
(nella foto, Stefano Ardito)



