(S.A.) Il 22 novembre a Roma, al Residence di Ripetta, Goffredo Bettini – tra i fondatori del Pd e figura storica della sinistra italiana- presenterà la nuova Rinascita, rivista di politica e cultura che intende creare uno spazio di riflessione e confronto nel campo della sinistra italiana. Bettini ha precisato che non sarà l’organo di una nuova corrente del Partito Democratico, ma di un progetto rivolto a chi vuole approfondire temi politici e culturali con spirito critico: “Nel Pd di correnti e sottocorrenti, strumenti di potere e di sotto potere, ce n’è già una moltitudine”, ha spiegato, sottolineando che la nuova iniziativa non mira a esercitare alcuna influenza interna.
Secondo Bettini, Rinascita sarà “una rivista che non si consuma in un’ora”, capace di rileggere il passato e proporre idee nuove per il futuro. Avrà un Comitato di Direzione politicamente omogeneo, legato a una sinistra critica ma costruttiva, e un Comitato Scientifico di alto livello, formato da personalità di diversa provenienza. L’obiettivo è promuovere un confronto aperto tra esperienze e visioni, lontano dalle logiche di schieramento.
Il nome Rinascita richiama la storica rivista fondata da Palmiro Togliatti nel 1944, che divenne un punto di riferimento per il Partito Comunista Italiano e per la cultura progressista del dopoguerra. Quella rivista, pur non essendo mai organo ufficiale del partito, fu uno spazio di discussione per dirigenti e intellettuali, dove si potevano affrontare temi complessi e talvolta controversi. Enrico Berlinguer, nel 1973, pubblicò qui gli articoli con cui propose il compromesso storico, mentre figure come Giorgio Amendola e Bruno Trentin vi alimentarono un intenso dibattito sul ruolo del movimento operaio e della sinistra.
Nata in un’epoca di grande fermento politico, la Rinascita di Togliatti arrivò a diffondere oltre centomila copie a settimana, divenendo un riferimento culturale oltre i confini del Pci.
Per Bettini, la sfida è offrire uno spazio di elaborazione politica che oggi manca: “La sinistra ha bisogno di ritrovare le proprie radici e di tornare a discutere di idee e programmi”, ha affermato.




