Il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio ha decretato una “censura” nei confronti dell’editorialista ed ex Direttore de la Repubblica Maurizio Molinari. Per violazioni della deontologia professionale.

Molinari avrebbe rivolto pubblicamente accuse non provate e offensive nei confronti di Francesca Albanese, dal 2022 Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. La censura è la sanzione di secondo grado prevista dalla legge sull’Ordine professionale: il primo è l’avvertimento, il terzo la sospensione, il quarto la radiazione. Molinari è stato ascoltato dal Consiglio di disciplina, assistito dai suoi avvocati. Ha citato le fonti da cui aveva attinto le sue informazioni, ma non ha convinto la maggioranza del Consiglio sulla loro attendibilità. Ora presenterà ricorso contro la decisione presso il Consiglio di disciplina dell’Ordine nazionale dei giornalisti. 

esposti presentati

Il Consiglio di disciplina del Lazio ha preso in esame la vicenda in seguito ad alcuni esposti presentati da avvocati e giuristi che si riferivano alle dichiarazioni rilasciate, nel luglio 2025, da Maurizio Molinari su Francesca Albanese, in particolare in merito a presunti finanziamenti ricevuti da Hamas e a titoli professionali ed accademici falsi. Molinari aveva parlato a Rai News 24, presente la giornalista Giuseppina Testoni.

credibilità dell’informazione

Ad alcuni esposti era allegato il video di Rainews24. Nelle segnalazioni veniva ricordato come appunto sia il portavoce di Guterres, sia l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Turk, sia il Presidente del Consiglio dei diritti umani, abbiano difeso le funzioni svolte dalla Relatrice speciale, respingendo la decisione americana di sanzionarla. E come si sia mossa anche l’Unione Europea, a difesa delle funzioni svolte da Albanese.

Negli esposti si sottolineava come le affermazioni non controllate di Molinari possano mettere in discussione la credibilità dell’informazione.

Professione Reporter

(nella foto, Maurizio Molinari)

5 Commenti

  1. Da giornalista a propagandista di una delle pagine più orripilanti della storia moderna.
    Ancora non me ne capacito, ma prendo atto amaramente della cruda verità.

  2. Esprimo la mia piena solidarietà a Maurizio Molinari. Le sue ragioni sono ottime ragioni. Albanese tradisce ogni giorno il suo ruolo ONU, confermando la deriva di questa istituzione. Un rapporteur ONU dovrebbe, infatti, mantenere una posizione equidistante rispetto ai soggetti coinvolti nelle situazioni in cui si è chiamati a svolgere le proprie funzioni. Scrivere un rapporto sul MO senza mai citare Israele è talmente eclatante da nn aver bisogno di spiegazioni relativsmente alla sua gravità. Per quanto riguarda i titoli di Albanese, è ormai noto a tutti come essa abbia millantato il titolo di Avvocato che invece non possiede. Un comportamento comunque grave e inammissibile; ma, a maggior ragione se a tenerlo è un funzionario pubblico, incaricato di occuparsi di situazioni complesse

  3. L’informazione di giornali e media italiani fà letteraslmente pena. L’Italia passa da 46esima a 49esima nella classifica globale della libertà di stampa, stilata da Reporter senza frontiere (Rsf). Tre posizioni perse, che la condannano a essere il Paese con il risultato peggiore nell’Europa occidentale.2 mag 2025.

  4. Ma vogliamo parlare di quando attaccò Lasorella sulla fake dei bambini decapitati il 7 ottobre? Non è un caso che non diriga più Repubblica

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