Attenzione all’Intelligenza artificiale. Può scambiare il film  “Io, capitano” di Matteo Garrone, che parla del viaggio terribile di due ragazzi dal Senegal all’Italia per un film su Francesco Schettino, il comandante che portò sugli scogli del Giglio la Costa Concordia, con la morte conseguente di 32 persone. Televideo Rai l’11 marzo all’una e 35 lo ha scritto in un pezzo sulla cerimonia degli Oscar. Sei ore dopo il pezzo è stato modificato correttamente, ma lo screenshot con la balla ha fatto il giro del web. 

Il giornalista di Televideo responsabile dell’errore avrebbe raccontato ai colleghi che -non essendo esperto della materia- si è rivolto a ChatGPT e si è fidato del risultato ottenuto. 

Dovrebbe servire di lezione, per continuare, anche nell’epoca delle ipertecnologie, a controllare sempre le notizie.

1 commento

  1. Intelligenza artificiale, esodo biblico di esperienze e competenze dalle redazioni, editori assetati di tagli e prepensionamenti di massa, precari e surrogati artificiali finalizzati ad un’informazione senza qualità, che ha abolito la verifica delle fonti, dissipato autorevolezza e credibilità del lavoro giornalistico. Questo lento degrado dell’informazione è direttamente proporzionale alla crescente fuga dei lettori dai giornali e da quelle piattaforme digitali che rispettano regole di qualità e completezza. Il risultato deprimente è un inesorabile “suicidio” dell’editoria. E quelli che staccano i fili sono innanzitutto gli editori, che in Italia tecnicamente non esistono, ma sotto le mentite spoglie dell’editore sono coloro che fanno affari altrove mentre si dilettano, indisturbati o consapevolmente spalleggiati dal potere politico di turno, a fare strame della democrazia nel nostro Paese.
    Non è per fortuna ovunque e comunque così, ma ci manca pochissimo.

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