(a cura di ALBERTO FERRIGOLO)

“La crisi dell’editoria rischia di portare a un’informazione costruita nelle redazioni, davanti ai computer, senza più consumare le suole delle scarpe. Ogni strumento è utile solo se mette in circolazione conoscenze che altrimenti non circolerebbero. Chi ci racconterà l’attesa di guarigione nei villaggi più poveri dell’Asia, dell’America Latina e dell’Africa?”. Papa Francesco, 23.01.21

“Continueremo a investire, attraverso acquisizioni mirate e all’interno del modello multi-piattaforma. Credo al giornalismo scritto, un universo in piena trasformazione. Gedi possiede testate forti (la Repubblica, La Stampa), detiene il 20% del mercato tradizionale e due terzi del mercato digitale. È ben posizionato nei mercati locali”. John Elkann, presidente e ceo di Exor, intervista a Le Figaro, 23.01.21

“Abbiamo bisogno delle istituzioni, abbiamo bisogno di loro, di più aiuti per portare il nostro modello cartaceo online. Occorre costruire ancora di più un rapporto con la politica: quello che chiediamo è che tutta la carta stampata, online e carta, sia sostenuta dal prossimo Governo maggiormente da quello che è stato fatto nel passato”. Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, 29.01.21

“Le proiezioni del nuovo bilancio tecnico, riferito al periodo dal 2018 al 2067, evidenziano come l’Inpgi non sia in grado di mantenere la solvibilità prospettica”. Relazione Corte dei Conti su gestione finanziaria 2018 Inpgi, 03.02.21

“La presenza massiccia di giornalisti precari, sfruttati e senza diritti che coprono le cronache di territori complicati comporta rischi altissimi. In gioco, in queste vertenze, oltre alla dignità professionale, c’è il diritto dei cittadini di essere informati da giornalisti liberi e indipendenti. Le Prefetture devono occuparsene”. Mattia Motta, segretario generale aggiunto Fnsi, 06.02.21

“Ci saranno ancora lettori di carta. Se uno guarda come i libri si sono evoluti: il ‘prodotto libro’ è  diventato più  prezioso. Le candele sono sparite, perchè oggi riusciamo a illuminarci in tanti modi diversi. Il tipo di candela che uno vuole oggi è diverso da quello di 200 anni fa, prima del kerosene”.  John Elkann, presidente Gruppo editoriale Gedi, intervista all’Italian Tech Speak, 11.02.21

“Cos’è l’obiettività? Non è neutralità. Non è ‘tutte-e-due-le-parti-ismo’ (both-side-ism). È dire cosa abbiamo trovato. Non è pretendere di aver imparato qualcosa in modo definitivo. È non trattare ogni parte nello stesso modo se sappiamo non sono uguali. Cerchiamo di essere aperti, onesti, giusti, di ascoltare le persone per ciò che hanno da dire”. Martin Baron, direttore del Boston Globe, noto per il film “Il caso Spotlight”, 11.02.21

“Due punti: necessità di mettere fine alle ‘querele temerarie’, volte a colpire il diritto di cronaca; superamento della logica del precariato, spesso una forma di moderno schiavismo intellettuale. Sullo sfondo, le riforme, a partire da Rai ed editoria. Nel Recovery Plan deve trovare spazio un consistente investimento per tutelare un settore da tempo in difficoltà”. Vincenzo Vita, già sottosegretario alle Comunicazioni, Articolo21.org, 12.02.21

“Noi comunichiamo quello che facciamo. Non abbiamo fatto ancora niente e non comunichiamo niente”. Mario Draghi, dichiarazione attribuita da Francesco Verderami, Corriere della Sera, 14.02.21

“Dopo le ultime performance di diversi nostri colleghi sui social mi vedo costretto a richiamarvi all’ordine. Nessuno può vietare a un privato cittadino di esprimersi come vuole nell’agorà digitale. […] Dunque non sarò io a vietare alcunché, né a conculcare diritti di libertà di espressione garantiti persino dalla Costituzione. Ma c’è un limite”. Massimo Giannini, direttore de La Stampa, 15.02.21

“Qual è la differenza tra il gruppo Elkann del 2020 ed il gruppo Berlusconi degli anni ’90? È vero, Berlusconi aveva le televisioni. Ma oggi provate a sommare i follower sui social dei prodotti editoriali che fanno capo agli Elkann: oltre 13 milioni. Molti di voi, magari senza saperlo, avete messo like ad una pagina Exor, gruppo finanziario con sede ad Amsterdam”. Alessandro Di Battista, post su Facebook, 23.02.21

“La ricostruzione della fiducia passa per un modo consistente attraverso la professionalità  della comunicazione e dell’informazione”.  Paolo Gentiloni, commissario Ue Affari Economici, 25.02.21

“Immagino che ci sarà un portavoce di Palazzo Chigi molto istituzionale, al contrario di quanto fosse il suo predecessore. Così finalmente spariscono le veline e ne può trarre vantaggio anche il giornalismo. Durante l’era Casalino il giornalismo è scaduto molto”. Maria Teresa Meli, Corriere della Sera, 10.03.21

“Mi vergogno per chi ha chiesto di inserire i giornalisti tra le categorie con precedenza vaccinale. Ancora gran parte degli anziani deve ricevere la prima dose, il presidente della Repubblica ha atteso 70 giorni, e noi dovremmo accodarci ai salta file che denunciamo ogni giorno? Un po’ di coerenza, un po’ di dignità. O altrimenti chiediamo scusa a Schettino”. Enrico Mentana, direttore TgLa7, 12.03.21

“Esiste il pericolo che vadano perdute alcune caratteristiche della nostra attività, anzitutto il suo carattere di opera collettiva, che in molte aziende sembra essere praticamente dimenticato”. Paola Spadari, presidente Ordine giornalisti Lazio sullo smart working, 19.03.21

“Non è più accettabile che le immagini dei servizi e degli ospiti in studio vengano svilite con inquadrature spezzettate e indirizzate. Non è più ammissibile che l’ospite in trasmissioni televisive venga continuamente interrotto da altri ospiti, dal conduttore, dalla pubblicità, fomentando la litigiosità ed immolando il rispetto della persona sull’altare dell’audience”. Beppe Grillo, blog delle Stelle, 19.03.21

“Quando Papa Francesco ha incontrato noi del Dicastero della Comunicazione ci ha fatto una raccomandazione a proposito della comunicazione, che è un warning molto severo. Ci ha detto: ‘Mi raccomando, non ha niente a che fare con il marketing o con la pubblicità, il lavoro che fate’”. Paolo Ruffini, Predetto Dicastero Santa Sede, 28.03.21

“Il Direttore (che ringraziamo per il ruolo decisivo) ci ha già anticipato che altri progetti partiranno prima dell’estate. Nel momento in cui saranno operativi, l’intesa raggiunta prevede che per le assunzioni continui a scorrere la lista allegata all’accordo dell’11 aprile. E così se ulteriori progetti partiranno entro la fine dello stato di crisi”. Comitato di redazione Corriere della Sera, 30.03.21

“Siamo rimasti tra i pochi che sono imparziali quando fanno le indagini”. Alessandra Galloni, direttrice agenzia Reuters, 14.04.21

“Non c’è democrazia senza libertà di stampa. Il giornalismo è il primo argine contro la diffusione di notizie false che minacciano i diritti e le vite delle persone e un importante presidio di conoscenza. In Italia, quest’anno sono già  63 i casi di intimidazione, un dato che impone interventi rapidi in difesa delle nostre sentinelle della verità. Elisabetta Casellati, Presidente del Senato, 03.05.21

“Con il precariato non può esserci libertà  dell’informazione”. Roberto Fico, Presidente della Camera, 03.05.21

“Non si può  parlare di libertà di stampa se non si parla di dignità e diritti sul lavoro. Sarebbe un’occasione perduta se in una fase di rilancio del Paese non si rilanciasse anche l’informazione. Se qualcuno pensa che la soluzione di tutto sia trovare dei soldi per finanziare i prepensionamementi dei giornalisti, non ha proprio capito nulla”. Raffaele Lorusso, segretario Federazione nazionale della stampa, 03.05.21

“In tempi di Covid 19 , è  più chiaro che mai che l’accesso a informazioni affidabili può essere una questione di vita o di morte. Eppure, la cronaca è diventata un’odissea quotidiana. Il giornalismo è  il vaccino contro l’infondemia, fake news e disinformazione. Proteggiamolo”. Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Ue, 03.05.21

“Nell’attuale situazione socio-economica seguita alla pandemia che i nostri giornali Gedi hanno affrontato offrendo ai lettori il più ampio e approfondito panorama informativo, l’azienda ha avanzato una proposta di forte contenimento dei costi, con riduzione dell’organico. Una proposta basata su un mero calcolo economico”. Cdr Mattino di Padova, Tribuna di Treviso, Nuova Venezia, Corriere Alpi

“Ci servono analisti dei dati con la passione per il giornalismo, altrimenti non sono funzionali. Il collante è la passione. Oggi i giornali possono intercettare nuovi lettori e ingaggiare nuovo pubblico, ma per farlo gli servono nuove professionalità, che però mantengano sempre l’amore per il giornalismo e la passione per l’editoria”. Maurizio Molinari, direttore la Repubblica, 10.06.21

“Il direttore Molinari dice che ‘i giornali avranno sempre meno redattori e più collaboratori’. Pensa di descrivere il futuro, a noi sembra invece che descriva il presente di Repubblica, in gran parte fatto dai collaboratori, che coprono settori con un impegno più o meno identico a quello di molti redattori, ma con compensi non lontanamente paragonabili”. Coordinamento precari de la Repubblica, 10.06.21

“Marco Travaglio millanta una discendenza diretta da Montanelli e sprizza veleno da tutti i pori. A lui si attaglia un giudizio che il grande Indro dedicò a un giornalista ben più degno di lui: ‘conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante’”. Augusto Minzolini, direttore de Il Giornale

“Questa terribile pandemia ha reso evidente l’imprescindibile bisogno dei cittadini di una informazione autorevole, accurata ed affidabile. Abbiamo constatato l’importanza di una informazione di qualità e i danni che una informazione scorretta può generare. Dobbiamo lavorare a una ‘educazione digitale’ di tutti i cittadini, a partire dai ragazzi”. Giuseppe Moles, sottosegretario all’Editoria, 21.06.21

“I messaggi pubblicitari devono essere chiaramente individuabili come tali e quindi distinti, anche attraverso apposita indicazione, dai testi giornalistici. Gli articoli elaborati dal giornalista nell’ambito della sua normale attività redazionale non possono essere utilizzati come materiale pubblicitario”. Enzo Marzo, presidente Fondazione Critica Liberale, 29.06.21

“Sono preoccupata della polarizzazione e dal settarismo che rileviamo in questo momento nella società, non solo nei partiti politici, perché sono in grado di contaminare l’esercizio di una professione (il giornalismo) che se vi cade muore. I fatti sono la materia prima essenziale del nostro lavoro e se vengono influenzati dalla polarizzazione è preoccupante”.  Pepa Bueno, direttrice del quotidiano spagnolo El País, 31.07.21

“È giunto il momento di allargare i confini dell’Ordine a quanti svolgono la professione giornalistica. Colleghi che esercitano il diritto-dovere di cronaca spesso senza garanzie né contratti stabili, e devono usufruire delle tutele riservate agli iscritti al nostro albo. Siamo pronti a fare la nostra parte, ci auguriamo che il Parlamento faccia finalmente la sua”. Ordine dei giornalisti Lazio, 01.09.21

“Gedi fa bene a sperimentare queste piattaforme. Avessi le persone, lo farei anch’io. Come facciamo a far lavorare le piattaforme per noi piuttosto che il contrario? Instagram per ora è il posto più interessante. Qual è il suo modello di business? L’influenza. Noi non possiamo farlo come giornali, non vendiamo la nostra influenza né la reputazione per fare soldi”. Stefano Feltri, direttore Domani, 05.09.21

“Sono ottimista su questo fronte. Nessuno oggi davvero in riunione di redazione pensa se la proposta arriva da una voce maschile o femminile. Questo un tempo c’era. Nel nostro caso, al Foglio, non succede più”. Claudio Cerasa, direttore Il Foglio, 05.09.21

“Lavorare sul web è sempre più alienante ed estraniante. Internet è il futuro e non si può prescindere da esso, ma comporta una perdita di valore, sia per il lavoro dei giornalisti, sia per i prodotti che offriamo ai lettori. Occorre trovare un’alternativa alla velocità, ai clic, alle visualizzazioni”.  Giulio Gambino, direttore The Post Internazionale, 11.09.21

“Tutto nasce da un’idea, indaghiamo, cerchiamo fonti, facciamo interviste, montiamo i video seduti al bar, per terra, in macchina. Io non saprei raccontare una storia senza usare le immagini e poi così è più divertente”. Cristina Pantaleoni, videomaker, 14.09.21

“Le follie veicolate dai social durante la pandemia hanno contribuito a modificare il mio approccio nei confronti dell’informazione. Adesso è molto più marcata la distinzione fra chi fa informazione in modo trasparente e assumendosi responsabilità e chi utilizza gli strumenti tecnologici per divulgare falsità. E’ in gioco la libertà dei cittadini”. Massimiliano Fedriga, governatore Friuli Venezia Giulia, 10.12.21

“Sono andato via io. Non sentivo più niente di interessante da scrivere. Aveva perso di senso il mio lavoro: rincorrere il politico di turno per la polemica del giorno. All’inizio il problema sono stati i compensi del nuovo editore: Sae. Poi, non potevo continuare a scrivere e vedere a fine mese un’entrata pari a poco più di uno stagista”. Samuele Bartolini, giornalista precario Il Tirreno, 03.11.21

“Chiediamo il rispetto dell’accordo che prevede di attingere dal bacino dei precari di Repubblica per le assunzioni legate ai prepensionamenti. E chiediamo che non vengano considerati precari giornalisti over 35 provenienti da altre testate e contrattualizzati dopo questo accordo. Chiediamo al Cdr di verificare il rispetto di queste regole”. Coordinamento precari la Repubblica, 07.11.21

“Al giornalismo si arriva non tanto scegliendo un mestiere, quanto lanciandosi in una missione, un po’ come il medico, che studia e lavora perché il male sia curato. La vostra missione è  di spiegare il mondo, di renderlo meno oscuro, di far sì che chi vi abita ne abbia meno paura e guardi gli altri con maggiore consapevolezza, e anche con più fiducia”. Papa Francesco, 13.11.21

“È una missione non facile. È complicato pensare, meditare, approfondire, fermarsi per raccogliere le idee e per studiare i contesti e i precedenti di una notizia. Tre verbi mi pare possano caratterizzare il buon giornalismo: ascoltare, approfondire, raccontare”.  Papa Francesco, 13.11.21

“Ho letto con entusiasmo il Suo articolo, dottor Maurizio Molinari, su Repubblica. Era da molto tempo che non vedevo un’assurdità così deliziosa”. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, 21.11.21

“Occorre aggiornare il servizio pubblico in modo che sia a beneficio di tutte le generazioni. Allargare l’offerta a ogni mezzo tecnologico a disposizione degli utenti. I cittadini che devono essere soddisfatti sono anche altri, oltre al pubblico adulto abituato a frequentare la tv lineare”. Carlo Fuortes, amministratore delegato Rai, 28.11.21

“Dimostriamo che Buzzfeed senza di noi non esiste. Dopo quasi due anni di negoziazione, vogliamo l’azienda offra più dell’1% di aumenti all’anno che hanno garantito e che offra più di un salario base annuale da 50 mila dollari. Cifra che non è abbastanza per vivere nelle città in cui abbiamo le redazioni, figuriamoci se è abbastanza per attirare nuovi talenti”. Sindacato BuzzFeed, 06.12.21

“La Nuova Sardegna è un gioiellino. Fa utili, la qualità dei giornalisti è alta. Confermeremo lo staff in toto, a partire dal direttore Antonio Di Rosa, non faremo prepensionamenti, c’è poco da toccare. Però cerchiamo altri giornali locali da inserire nel gruppo. Mi interessano i giornali del nord”. Alberto Leonardis, presidente di Sapere Aude Editori, 15.12.21

“Si ha l’impressione che ci sia una sottovalutazione dei problemi dell’informazione. Parliamo di un settore fondamentale per la democrazia e il futuro. Il digitale sta facendo venire meno le barriere e dobbiamo evitare che il falso diventi vero. L’ecosistema necessita di più informazione, la disintermediazione è il contrario di un’informazione responsabile”. Carlo Bartoli, presidente Odine nazionale dei giornalisti,  22.12.21

“Già oggi un bar o un tabaccaio possono vendere giornali. Perché non lo fanno? Perché la vendita di giornali non è remunerativa. La soluzione è accrescere la remuneratività. Il Comune può fare molto per rafforzare la rete di vendita, per diversificare le attività consentite, per ridurre canoni di occupazione o le imposte per la pubblicità”. Andrea Innocenti, presidente Sindacato nazionale autonomo giornalai, 23.12.21

“I giornalisti vengono intimiditi, minacciati, picchiati. Una crisi senza precedenti mette in ginocchio l’editoria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele e con retribuzioni indegne di un Paese civile. Governo e Parlamento non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato”. Fnsi, testo a pagamento su la Repubblica e Corriere della Sera, 19.10.21 

“L’informazione è un bene pubblico e in quanto bene pubblico ha bisogno di sostegno pubblico”. Joseph Stiglitz, economista statunitense.

“Nel Regno Unito, il pane gode di un’esenzione totale dall’aliquota Iva non diversamente dai prodotti editoriali. Della stessa aliquota agevolata dei prodotti editoriali godono alcuni prodotti alimentari essenziali in Germania (7%), in Italia (4%) e in Austria (10%)”. “Il sostegno all’editoria nei principali Paesi d’Europa”, Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio. 

(nella foto, Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia 2001)

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