di VANNI ZAGNOLI

Mi pare di sentirla, Alessandra De Stefano, l’ho sentita tante volte, in tv, collegata in audio dal traguardo. Ansimante, a caccia della prima impressione del vincitore o del piazzato o del deluso, nel ciclismo. Giro d’Italia, qualcosa al Tour de France, niente Vuelta, dal momento che la Rai non l’ha mai trasmessa. Vado a memoria.

Alessandra non ha mai smesso di pedalare, come da motto di Giorgio Squinzi, il patron della Mapei e poi del Sassuolo, che ha fatto la storia del ciclismo.

Alessandra è ora direttrice di Raisport.

non e’ showgirl

Un bel traguardo, meritato. Non è una showgirl, non è una pinup, è una donna, una giornalista, con una voce roca, unica. E’  testi ed emozioni, è la prima direttrice, non è solo a me gli occhi.

Occhio, il confine fra spettacolo e giornalismo è minimo, la bellezza in tv è ormai quasi tutto, il resto non può essere contorno.

Alessandra è una donna di cuore, che ha salvato, anni fa, dal tentativo di suicidio, annunciato, un corridore. Volutamente non apro Google, vado a memoria, di proposito, e non voglio rimembrare magari il dramma di quell’ex.

giro e tour

Alessandra era vice di Auro Bulbarelli, mantovano, figlio d’arte, di Rino, già direttore di Gazzetta e di Voce, di Mantova. Alessandra era il dopo Giro, il dopo Tour, una conduttrice credibile, non una bellissima che prepara giusto l’intervista, ma che non ha alcun background dello sport di cui parla o di giornalismo in generale. 

Alessandra ha fatto una signora trasmissione olimpica, la sera, ogni sera, su Rai2, con Sara Simeoni e il giusto teatrino, ma soprattutto con tutti i familiari possibili dei medagliati collegati.

Alessandra è sensibile, attenta ai giusti toni, coniuga leggerezza e approfondimento, sentimenti e rigore, ha i tempi giusti.

conduzione perduta 

Ha un bel marito, francese, Philippe Bruynel, è la firma del ciclismo dell’Equipe, parla un buon italiano, arrotato. L’ho intervistato a Modena, direi, due anni e mezzo fa, e fuori onda mi confessava la desolazione di Alessandra nell’avere perso la conduzione, con la direzione Auro. Essere vicedirettori va bene, ma credo che chi firma o va inviato, sia più felice rispetto a fare desk. Era stata promossa, però chi vive in tv soffre poi di astinenza da video, la popolarità piace a tutti, salvo eccezioni.

Alessandra ha un pizzico di cadenza napoletana. 

Ad Alessandra chiedo di non programmare solo ciclismo, su Raisport, come anche da prima di Auro Bulbarelli, chiedo di usare appieno entrambi i canali sul satellite, uno magari con le dirette e basta e l’altro con gli amarcord, quando non ci sono dirette.

pallamano femminile

Alessandra dovrebbe provare a rendere lo sport in Rai ai livelli di Sky sport. 

Minimo in differita, se il palinsesto fosse zeppo, ogni anno vorrei le finali scudetto di pallamano, anche femminile, e di hockey su prato, di tutti gli sport, ma in maniera scientifica, non un tanto al braccio, cioè allo sponsor che paga o all’amicizia con i personaggi giusti.

Non è questione di servizio pubblico, è questione di scelte, di giornalismo, di etica.

Alessandra deve creare una struttura che valorizzi al meglio le storie delle regioni, delle redazioni regionali. Deve pensare meglio le dirette tv, evitare le dirette inutili, dei primi turni anche di grandi eventi, e invece portare persino su Rai1 le finali scudetto o di Champions degli sport più importanti.

hockey prato

Deve scegliere le migliori voci tecniche possibili

Ha un obbligo, raccontare storie, personaggi, i miti di tutto lo sport, perlomeno italiano.

Va creata una cultura, anche dell’hockey prato, un pizzico, almeno da lasciare su youtube, se non su Raisport. Lo sport non è solo Juve, Milan e Inter, è l’umanità delle medaglie olimpiche, soprattutto quanto i riflettori si spengono.

Alessandra ha una buona redazione, ci sono giovani di talento, Ha bisogno di coraggio, per valorizzare i migliori.

A De Stefano auguro la direzione più lunga della storia di Raisport, il record è di Giovanni Bruno, dal ’99 al 2003, adesso è in pensione, ma resta visibile su Sky. Lei ha 55 anni, può reggere sino a quasi 60. 

(nella foto, Alessandra De Stefano)

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