di SOFIA GADICI

“Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie”: Umberto Eco nel suo libro Numero Zero (Bompiani, 2015) prendeva in giro il mondo del giornalismo sottolineandone l’azione a volte strumentale e altre volte paradossalmente effimera. Leggendo il report “Prime pagine e buone notizie” del movimento “Mezzopieno” emerge che i giornali, oggi, scelgono di fare prevalentemente “notizie negative”. E qualcuno vorrebbe che non fosse più così.

ricorso ossessivo

Il movimento “Mezzopieno” è una rete di associazioni e professionisti che lavora per diffondere la cultura della positività e la riduzione della conflittualità nella società. Uno degli ambiti in cui opera è quello dell’informazione: “L’eccessiva attenzione alle notizie negative, polemiche e di carattere vittimista, il ricorso ossessivo alla lamentela e alla spettacolarizzazione della sofferenza sono fenomeni a cui troppo spesso ricorrono i media, ma che non rispecchiano la variegata moltitudine della realtà”.
Ma quanto spesso i giornali fanno ricorso a questo frame narrativo? Nel report, uno studio sulla percezione dei lettori sulle notizie nei quotidiani, sono state analizzate 229 prime pagine dei principali quotidiani nazionali: Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Avvenire e Il Fatto quotidiano. Pagine selezionate con metodo random tra le edizioni pubblicate nel periodo 21 maggio – 6 luglio 2020.

neutri e ambivalenti

È emerso che i titoli percepiti come negativi sono i più diffusi, con una percentuale del 40%, seguiti da quelli neutri/ambivalenti (il 37%) e da quelli positivi, che costituiscono il 23% del totale.
Dal confronto fra le testate emerge che, a parità di periodo, esistono differenze fra un quotidiano e l’altro nel rapporto fra le tipologie di titoli. Avvenire è il quello che più di tutti fa uso di titoli positivi, mentre la Stampa detiene il record di quelli negativi. La Repubblica e il Corriere della Sera mostrano un bilanciamento fra titoli neutri/ambivalenti e titoli negativi, mentre Il Fatto Quotidiano è quello che propone meno notizie positive e il maggior numero di notizie ambivalenti.

politica e cronaca

Inoltre, è emerso che la politica è la categoria più rappresentata (oltre un quarto dei titoli), seguita dalla cronaca (17%), dagli esteri (12%) e dall’economia (11%). La cultura (musica, spettacolo e arte) occupa il 17% dei titoli ed è questa l’area che presenta la maggior percentuale di buone notizie.
Con questo report, e altri che seguiranno, il movimento vuole “creare una base di dati e di rilevazioni su cui riflettere ed elaborare le giuste per pratiche e forme comunicative per migliorare l’impatto dell’informazione sul mondo”.
È stata creata anche una raccolta firme su change.org con cui si chiede che tutti i notiziari dedichino la metà dello spazio alle notizie positive, che gli organi di stampa e i responsabili delle testate giornalistiche adottino una linea editoriale che privilegi più i fatti che le opinioni, che il Consiglio dei Ministri preveda un meccanismo di equiparazione dei contributi all’editoria che incentivi l’attuazione di questo principio.

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