(A.F.) Il segretario nazionale del Sinagi, sindacato degli edicolanti aderenti alla Cgil, Giuseppe Marchica, dichiara a “ProfessioneReporter” che dal 21 febbraio, giorno in cui ha fatto la sua comparsa in Italia il Coronavirus, le copie vendute dei giornali in edicola “hanno avuto un po’ di incremento”. “Un po’”, non molto, ma qualcosa in più del solito. Come sempre avviene, del resto, in concomitanza di avvenimenti eccezionali, sciagure, inondazioni, attentati, terremoti, esiti elettorali, referendum e quant’altro. Ma le copie continuano a scarseggiare.

Il problema vero, aggiunge Marchica, è che c’è però stato “il crollo di tutto il resto”. Ovvero dei periodici, delle riviste, dei prodotti per bambini come album, figurine, giochi, di tutti i prodotti extraeditoriali, ciò che “sta mettendo in seria crisi tutte le edicole”.

Le persone si muovono di meno, stanno più in casa e da alcuni giorni ci sono pure i divieti stabiliti dal governo. L’impatto negativo dapprima “si è avuto nelle tre regioni dove in genere si vendono molti giornali e riviste” – Lombardia, Veneto ed Emilia – ma ora il contraccolpo potrebbe avvertirsi anche nel resto del Paese. “C’è l’esigenza di approfondire la materia – dice il segretario Sinagi – a favore di un sostegno del settore”. A Reggio Calabria, per esempio, un edicolante ha scritto al distributore di poter pagare d’ora in poi solo in conto deposito perché ha subito un crollo del fatturato pari al 50%.

la battaglia dei TG

Vanno decisamente meglio i Tg, in particolare quando parla il premier Conte, tanto che lunedì 9 marzo Enrico Mentana, direttore del TGLa7 ha deciso d’imperio di prendersi lo spazio di “Otto e mezzo” di Lilli Gruber e allungare la sua diretta fin oltre le ore 21 per poter intercettare la conferenza stampa del presidente del Consiglio sul nuovo decreto d’urgenza che ha esteso la “zona rossa” a tutto il territorio nazionale. Il risultato è stato che su Rai1 l’edizione straordinaria del Tg1 ha fatto segnare 10 milioni 780mila telespettatori con il 34.4%. La straordinaria del Tg5 ha ottenuto 4 milioni 382mila con il 14.01%, mentre il TgLa7 – in onda dalle 20 alle 21.58 – ha avuto 2 milioni 257mila con il 7.58%. Il bisogno di informazione c’è, ci sono le limitazioni alla mobilità, si sta più a casa e pertanto si consumano più Tg, più talk show – anche se i talk senza pubblico fanno meno show. E i giornali potrebbero ora cominciare a risentirne ulteriormente, oltre al crollo già registrato in precedenza. 

Tanto che all’indomani del varo del decreto sui divieti, il presidente della Fieg, la Federazione degli editori, Andrea Riffeser Monti, si è lanciato in un appello congiunto con edicolanti e distributori della carta stampata, per invitare i cittadini “a recarsi all’edicola più vicina” per acquistare il proprio giornale, in quanto giornali e periodici “sono sempre disponibili ed in vendita nel rispetto della distanza minima”. A propria volta, l’intera filiera della stampa fa appello alla radio e alla tv “affinché informino i propri utenti e spettatori sulla importanza di andare in edicola per acquistare il proprio giornale in questo periodo di eccezionale emergenza per il Paese a sostegno della stampa di qualità”. Richiesta di solidarietà e guerra aperta allo stesso tempo, perché alla fin fine giornali e tv si cannibalizzano gli uni con l’altra.

Come ospedali e farmaciE

E con un’intervista a “la Repubblica” anche il sottosegretario con delega all’Editoria, Andrea Martella, ha sottolineato la funzione dei giornali, che sono “come gli ospedali, le farmacie e i supermercati”, un “servizio pubblico essenziale”. Tanto che “mai come in questo momento – ha sottolineato Martella – vale il principio costituzionale di un aiuto dello Stato al settore”, ciò che significa che la filiera della carta stampata “va tenuta in piedi e non interrotta: editori, stampatori, distributori, edicole”. Cosicché l’informazione diventa “uno degli antidoti cruciali nella lotta contro il diffondersi del Coronavirus”. 

Il giornale come strumento fondante, pilastro del sistema mediatico-informativo, dunque. Ma intanto “la Repubblica” e “La Stampa” promuovono l’innovazione insieme ad altre aziende, mettendo a disposizione 25.000 abbonamenti gratuiti per tre mesi alle loro edizioni digitali. Digitalizzazione e promozione insieme. Contro il Coronavirus e per ovviare alle difficoltà di raggiungere l’edicola nella fase di emergenza. Cioè il cuore del sistema.