I giornalisti dei quotidiani del gruppo Riffeser Monti (Resto del Carlino, Giorno, QN e Q.net) hanno scioperato per due giorni contro il piano di riorganizzazione che prevede 112 esuberi su 283 giornalisti. Il piano, spiega il coordinamento dei Cdr, “potrebbe essere affiancato dall’accorpamento di edizioni e dalla chiusura di redazioni, oltre alla trasformazione dei colleghi della redazione di Roma in articoli 2”.
Il piano aziendale, illustrato a Bologna ai comitati di redazione delle testate del gruppo, arriva dopo l’adozione della nuova grafica, la chiusura del Quotidiano Sportivo (QS) e per quanto riguarda gli esuberi, come affermano i Cdr di Qn, Resto del Carlino e Q.net, farà scattare “dal primo gennaio 2020 la richiesta di un contratto di solidarietà spropositato: 48 giorni all’anno concentrati in sei mesi” e la “richiesta di uno smaltimento ferie forzato nei restanti sei mesi”.
Andrea Riffeser Monti, presidente e ad Monrif e Poligrafici Editoriale, replicando ai comunicati dei Cdr ha spiegato, rivolgendosi a tutto il corpo redazionale, che l’Azienda continuerà ad investire nella valorizzazione dell’informazione, anche on-line”.

In un comunicato si afferma: “E’ falso che il Gruppo Poligrafici abbia dichiarato 112 esuberi e che intenda disporre la chiusura di sedi e/o accorpamenti. E’ stato dato mandato ai propri legali di salvaguardare gli interessi aziendali nelle sedi competenti anche per il tramite di iniziative di stampo penale volte a denunciare il delitto di manipolazione del mercato e/o correlati fatti di diffamazione”.

I giornalisti del Gruppo -testimonia il cdr- sono stremati da una rivoluzione grafica che ha impoverito il giornale, aggravato i carichi di lavoro, affamato collaboratori e corrispondenti, alcuni dei quali non raggiungeranno il tetto minimo dei pezzi. “Nella realizzazione di questa nuova grafica i giornalisti non sono stati coinvolti e i risultati si vedono: pagine non chiare, articoli illeggibili per la diminuzione della dimensione dei caratteri e contenuti molto più scarsi, che rischiano di impoverirsi ulteriormente per il taglio dei fotografi”.