Dopo sedici anni di lavoro per il Corriere della Sera di Roma e per le pagine nazionali, due fotografi, Giuliano Benvegnù e Claudio Guaitoli, erano stati liquidati: “Grazie, non abbiamo più bisogno di voi”. E sostituiti con l’Agenzia Lapresse. Un giudice del lavoro di Roma ha detto che no, non si può fare: secondo la sentenza di primo grado, per sedici anni Benvegnù e Guaitoli avevano svolto lavoro subordinato ed esclusivo per il Corriere. E ha stabilito -in primo grado- che Rcs di Urbano Cairo deve pagare due anni e mezzo di stipendio dalla data della liquidazione (1° gennaio 2017) a oggi e procedere da subito alla assunzione a tempo indeterminato come articoli due, collaborazione fissa. Inoltre, l’anzianità per lo stipendio partirà dal 2000, quando cominciarono a lavorare per il Corriere. Due fotografi hanno avuto ragione contro una grande azienda editoriale. Benvegnù e Guaitoli, una presenza nota a tutti coloro che fanno informazione a Roma, notte e giorno, giorno e notte, davanti ai palazzi del potere e su ogni fatto di cronaca. E poi su terremoti, disastri e altre centinaia di eventi. Erano stati allontanati da una decisione che il giudice ha ritenuto ingiusta e hanno sofferto per due anni e mezzo, con le loro famiglie.

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