Il direttore di Limes accusato di essere dalla parte di Putin. Ma il direttore della Stampa e l'ex direttore di Repubblica scendono in campo al suo fianco. Lo scenario è lo stesso, il Gruppo Gedi. Sullo sfondo, lo straordinario successo di copie del fascicolo sulla Russia in guerra.
Messaggio di Dean Baquet alla redazione. "Troppo tempo sul social network, bisogna parlare con le persone". Le reazioni online non sono l'unico metro di giudizio per il lavoro. La visibilità? "Si ottiene producendo avvincente e importante giornalismo".
di ALBERTO VIGONESI Torna la manifestazione sull'informazione nel mondo. Programma cambiato dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina. Gli interventi di Capuzzi, Schiavulli, Zuccalà sui combattimenti non violenti. Il successo dei podcast rivolti ai più giovani.
In un volume le 12 interviste del nostro sito sul futuro della professione. Parlano direttori emergenti come Feltri, Gambino, Piccinini, Sofri e Pini, ex direttori prestigiosi come de Bortoli, studiosi come Cheli, Morcellini, Mancini, Tartaglia. Più il punto di vista di Giulietti e Bartoli.
Dall'autunno striscia quotidiana con l'ex direttore dell'Espresso. Il sindacato dei giornalisti chiede se siano stati valutati i curricula degli interni. Coincidenza e concorrenza con una edizione del Tg 2. Un altro episodio dell'aspro confronto con l'amministratore delegato Fuortes.
Dal 5 aprile il nuovo quotidiano del Gruppo Verità srl. Direttore Franco Bechis, vicedirettore Francesco Allegra, 10 redattori, obiettivo 10mila copie entro fine anno. "Racconteremo Tim, Generali, Pnrr, Stellantis, Unicredit in modo meno ufficiale del Sole 24 Ore". Prezzo: un euro.
L'agitazione riguarda La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno e QN. L'obiettivo delle riduzioni è risparmiare sulle presenze domenicali. "Inganni ai lettori sulle pagine in più mentre vengono più che dimezzate". L'editore: "Sono deluso". Il sindacato: "Siamo noi a essere delusi".
Il direttore del settimanale Lirio Abbate chiede un articolo su sinistra e pacifismo all'ex direttore del giornale fondato da Scalfari e ora diretto da Molinari, che lo pubblica in anticipo. Senza spiegare ai lettori da dove proviene. Le due testate ancora vendute assieme ogni domenica.
"Siamo solidali con l'Ucraina ma ci domandiamo perché e come è nata questa guerra". "Chi non la pensa come tutti è accusato di essere corresponsabile dei massacri". Le firme: Negri, Alberizzi, Cianfanelli, Vannuccini, Capuozzo, Porzio, Benni, Laruffa, Svampa e Virdò, Cadalanu, Sgrena.
Il cda del quotidiano sta per approvare una riduzione della richiesta di risarcimento danni, da 12,8 milioni a 3,15. Si tratta del 75 per cento in meno. Udienza spostata al 10 maggio. Ancora in piedi il processo penale, che riguarda soltanto il giornalista, gli altri hanno patteggiato.

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