“Ci sono momenti in cui è meglio ascoltare che parlare”.

Comincia così il messaggio diffuso dalla Segretaria della Federazione della Stampa Alessandra Costante sul caso Ranucci/Lavitola. Mentre giornali e partiti si schierano nettamente a favore o contro Ranucci, per la sua sopravvivenza o per la sua espulsione dalla Rai, sulla sua complicità nell’attentato da cui è stato colpito o sulla sua totale trasparenza e innocenza, la Segreteria del sindacato dei giornalisti ascolta e non dice. Piuttosto, “ha deciso di non entrare nel lavoro della magistratura e di non commentare i rapporti tra Ranucci e Lavitola”. Aggiungendo che “ci saranno tempo e modo per fare le necessarie valutazioni, anche sul piano deontologico”. Secondo la Segreteria Fnsi serve obiettività: “Fnsi non è una tifoseria da curva, difende i diritti dei colleghi tutti, e la libertà di informazione; difende Report, straordinario programma di informazione che deve essere patrimonio di ogni cittadino italiano, così come difende i cronisti da 5 euro al pezzo”.

via teulada

Fnsi ricorda che il giorno dopo l’attentato di ottobre 2025 i suoi rappresentanti erano in via Teulada, sede Rai, insieme a tanti altri per portare solidarietà a Ranucci e alla redazione di Report. Ma nessuno della Fnsi salì qualche giorno dopo sul palco organizzato in piazza Santi Apostoli dalla politica, “quella stessa politica che quando ne ebbe la possibilità non mosse un dito per liberare l’informazione italiana dalle querele temerarie”. Insomma, “bisogna mantenere la giusta distanza, per parafrasare Saviano”.

contro i bavagli

Seconda parte, a proposito della pubblicazione da parte del Tempo delle spese di Report (in realtà presentate come stipendi dei giornalisti di Report): “Non possono esserci notizie o documenti che abbiano più dignità di altri di essere pubblicati. Ogni giornalista fa il proprio mestiere e se ne assume la responsabilità e, in nome della libertà di informazione che difendiamo ovunque, non possono esserci zone franche. Per Fnsi la battaglia contro i bavagli vale sempre, non a corrente alternata. Bene fa l’Usigrai a chiedere con insistenza i dati sui costi e sui numeri dei programmi. La Rai è un’azienda pubblica e come tale deve essere tenuta alla trasparenza totale”. 

(nella foto, Alessandra Costante, Segretaria Fnsi)

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