Il Sindacato Giornalisti Abruzzesi lancia l’allarme per il progressivo impoverimento dell’edizione abruzzese del Messaggero. Il quotidiano romano è presente nella regione con pagine dedicate da quasi settant’anni, ma è in atto da tempo un esodo di giornalisti non compensato da nuovi innesti. L’ultima uscita per prepensionamento, a settembre 2024, ha dato luogo, come da accordi, a un’assunzione a termine, non rinnovata però dall’azienda alla scadenza dei 12 mesi. Successivamente, post stato di crisi, tre capiservizio sono andati in pensione e un redattore giovane è passato a Il Centro: alle loro uscite ha fatto seguito soltanto un’assunzione ex articolo 36, poi tramutata in articolo 1, e il trasferimento da Roma di una giornalista grafica.
C’è poi -scrive il Sindacato- una forte abbandono da parte di collaboratori, in particolare delle pagine provinciali di Pescara e Teramo. Ultimo segnale negativo, la soppressione di due pagine provinciali dell’Aquila e Pescara, che si aggiunge alla soppressione della pagina provinciale di Teramo, da tempo sostituita con una pagina di spettacoli. L’esempio più eclatante del disimpegno dall’Abruzzo: dal marzo 2025 il coordinamento delle pagine dell’Abruzzo è affidato al capo redattore dell’Umbria, basato a Perugia, una sorta di cancellazione del rapporto fra i giornalisti e il territorio di cui dovrebbero raccontare.
L’edizione abruzzese del Messaggero è oggi ampiamente superata nelle vendite dal Centro, quotidiano diretto da Luca Telese.
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