(S.A.) I giornalisti del Corriere della Sera tornano a chiedere che l’utilizzo dei loro articoli da parte dell’Intelligenza artificiale venga regolato e remunerato. La richiesta avanzata dal Comitato di redazione è stata presentata nel corso della discussione sul nuovo Piano editoriale della Direzione. Un Piano che prevede anche la presenza in redazione di un giornalista su tre a partire dalle 7 del mattino e prevede una spinta sempre più forte dell’edizione digitale. Un Piano che potrebbe portare alla riduzione delle pagine di alcune edizioni locali e dei settimanali.

La discussione è stata avviata e il Cdr ha informato la redazione sui punti principali sul tavolo. 

CONTENUTI IN OFFERTA. Il Piano illustra il prodotto “Chiedi al Corriere”: un motore di ricerca che i lettori possono interrogare, basato su milioni di articoli del giornale dal 2001, destinato agli abbonati, integrato nel sito e nelle applicazioni aziendali. Il Cdr ha ricordato che queste soluzioni AI sono costruite interamente sui contenuti prodotti dai giornalisti e generano entrate per l’Azienda. Ma non è prevista alcuna remunerazione specifica né alcuna garanzia sul diritto d’autore.

Il Cdr quindi ritiene che prima di lanciare nuovi prodotti debba essere stipulato l’accordo sindacale sull’uso degli strumenti AI attualmente in fase di trattativa, su mandato dell’Assemblea dei giornalisti del Corriere.

GRANDI PIATTAFORME. La Direzione, da parte sua, afferma che “i contenuti del Corriere sono i più utilizzati in Italia per validare notizie e analisi da parte delle grandi piattaforme”, ma che “tutto ciò avviene senza alcun accordo e valore economico per noi”. Quindi i livelli sono due: le piattaforme estraggono i contenuti del Corriere per addestrare e nutrire l’Intelligenza artificiale e dovrebbero dare giusta retribuzione all’editore del Corriere. Parte di questa retribuzione andrebbe poi distribuita ai redattori, produttori primi di notizie, analisi, retroscena, contesti.

ALBE AL LAVORO. Secondo il Piano, un redattore del Corriere della Sera ogni tre dovrà iniziare a lavorare alle 7 del mattino. Questo nella direzione sempre più netta verso il “digital first”. Quindi, 30% dei giornalisti in servizio alle 7, mentre un numero limitato di persone sarebbe operativo già dalle 6 per avviare gli aggiornamenti del sito. Un altro 30% inizierebbe il lavoro alle 11 e il restante 40% alle 15. La riunione del mattino sarebbe dedicata alle notizie da sviluppare nel corso della giornata, con priorità per la pubblicazione sul digitale. Solo successivamente verrebbero scelti gli approfondimenti e le esclusive destinati al giornale in edicola. La divisione tra chi segue la carta e chi il web, persistente in alcuni settori, va superata rapidamente. 

DORSI E RIVISTE. Anche nelle testate locali del Corriere la Direzione vuole aumentare il peso del web, cercando la crescita degli abbonati digitali. È allo studio una revisione della foliazione dei dorsi locali con possibili riduzioni di pagine. La stessa valutazione è in corso per i prodotti settimanali.

(nella foto, il Direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana)

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