(S.A.) James Murdoch ha acquistato il New York Magazine e una parte importante degli asset di Vox Media con un accordo da circa 300 milioni di dollari. L’operazione era stata anticipata nelle scorse settimane ed è considerata il più grande investimento realizzato da Murdoch da quando, nel 2025, aveva raggiunto un’intesa con la sua famiglia per chiudere la lunga disputa sul controllo dell’impero mediatico fondato dal padre Rupert Murdoch.
L’accordo comprende circa metà delle attività della società americana dei media digitali. Tra gli asset inclusi ci sono Vox.com e la rete di podcast del gruppo, considerata una delle più redditizie dell’azienda. Restano invece esclusi altri marchi molto conosciuti come The Verge, Eater, SB Nation e Popsugar.
James Murdoch ha spiegato al New York Times quali sono gli obiettivi dell’operazione. “Vogliamo creare piattaforme in cui persone di talento possano realizzare il loro migliore lavoro”, ha dichiarato. Murdoch ha aggiunto di non essere interessato a un’attività di “informazione quotidiana”, ma a un “giornalismo di ampio respiro, capace di dialogare realmente con la cultura”.
Per James Murdoch l’acquisto ha anche un significato legato alla storia della sua famiglia. Nel 1977, infatti, Rupert Murdoch acquistò la società proprietaria del magazine New York, per poi venderla nel 1991. Con questa nuova acquisizione il brand torna quindi sotto il controllo della famiglia Murdoch dopo oltre trent’anni.
L’operazione rafforza anche il ruolo di Lupa Systems, la società di investimento guidata da James Murdoch. Negli ultimi anni il gruppo ha investito in diverse attività legate al mondo dei media e dell’intrattenimento. Tra queste c’è Tribeca Enterprises, la società che controlla il Tribeca Film Festival. Lupa Systems riceve inoltre supporto finanziario da Bodhi Tree Systems, considerato uno dei principali investitori media dell’India.
Parallelamente, James Murdoch e la moglie Kathryn guidano anche la fondazione Quadrivium, che sostiene organizzazioni giornalistiche no profit come The 19th, redazione specializzata nei temi politici e di genere, e The Bulwark, società di media digitali collegata al movimento americano “Never Trump”.




