Nel 2025 il volume di copie vendute nel giorno medio dai quotidiani italiani censiti da ADS è stato di 1,26 milioni di unità, tenendo conto di tutte le voci sia cartacee (edicola e abbonamenti) sia digitali (vendute a un prezzo superiore al 30% di quello intero o compreso tra 10% e 30%).

Rispetto ai dodici mesi del 2024, quando le copie medie vendute sono state 1,36 milioni, la flessione è del 7,1%, praticamente identica a quella del 2024 sul 2023; d’altronde anche il tasso di decrescita medio degli ultimi quattro anni è del 7% a indicare, ormai, una flessione stabile su questi valori che ha portato il volume di venduto “individuale” a ridursi del 27% tra 2021 e 2025 (nel complesso -460mila copie medie). 

prezzi inferiori

L’acquisto di copie digitali aumenta di poco e non compensa le perdite delle edicole, anche perché vendute a prezzi inferiori. 

Il Corriere della Sera resta il primo giornale italiano per vendite e il secondo -la Repubblica- vende la metà. Il Sole 24 ore è il quotidiano che più punta sugli abbonamenti, il Fatto quotidiano quello che più punta sulle copie digitali. 

Il precipizio verso l’ultima copia di carta si avvicina, anno dopo anno.

vendite individuali

I dati sono di Mediastorm, preziosa e rigorosa newsletter curata da Lelio Simi: appunti, storie, segnalazioni, approfondimenti per capire come la tecnologia ha trasformato/sta trasformando/trasformerà l’economia delle industrie dei media e il nostro rapporto con i loro “prodotti”. 

Simi fa riferimento ad ADS, la società che certifica diffusione e vendita delle copie dei giornali in Italia e si riferisce unicamente alle “vendite individuali” cioè quelle fatte a singole persone e non a “pacchetto” ad aziende, enti o associazioni.

I quotidiani censiti da ADS sono la stragrande parte delle testate italiane ma non tutte. Ad esempio Il Foglio e Domani non accettano la certificazione.

500mila nel 2030

Il canale edicola -scrive Simi- è ancora quello dove transita la quota maggiore di venduto e l’unico dove le copie vengono vendute a prezzo intero. Il suo peso percentuale sul totale di copie vendute è oggi del 66%, in netta flessione (nel 2021 dall’edicola transitava il 75% delle copie vendute), ma comunque di gran lunga superiore al 6% degli abbonamenti cartacei e del 28% delle copie digitali (sia quelle premium che super economiche).

Le vendite in edicola sono in una flessione ormai stabilizzata da anni al -10% anno su anno. (9,8% per la precisione), per il quinto anno consecutivo. Mantenendo questo ritmo la decrescita delle vendite, nel 2030 il volume totale di venduto in edicola sarà di circa 500mila copie nel giorno medio.

quote di mercato

Lo studio di Simi accerta anche che le quote di mercato del gruppo di testate analizzate (le principali otto nazionali escluse quelle sportive) restano stabili con variazioni nei quattro anni tra 0,6 e 0,1 punti percentuali. Sebbene la flessione tra il 2022 e il 2025 delle vendite in edicola ha raggiunto un -27% e quella delle singole testate sia compresa tra il -24% del Giornale al -34% della Verità e La Stampa (passando dal -27% del Corriere e del Fatto Quotidiano), le percentuali di mercato delle singole testate sono più o meno sempre le stesse: non c’è alcun travaso apprezzabile da una testata all’altra. “Il declino -scrive Simi- non genera una competizione interna, ma un impoverimento dell’intero sistema. Una volta che una testata rompe il patto di fiducia con un lettore, questi non si sposta, smette semplicemente di comprare giornali in edicola”. Non va verso gli abbonamenti cartacei, né verso gli abbonamenti digitali, né verso i siti web o le app dei quotidiani.

settore “premium”

CORRIERE DELLA SERA. Le 197mila copie medie vendute complessivamente segnano un -6,5% sul 2024 (che peraltro aveva un identico -6,6% sul 2023), scendendo per la prima volta sotto quota 200mila. Le copie vendute via edicola, 108mila nel giorno medio, valgono ancora il 55% del totale con le copie digitali al 45%.

Il Corriere è l’unico, tra questo campione di testate, a far crescere le copie digitali “premium” rispetto a quelle più economiche: se nel 2021 le prime pesavano sul totale il 14% e le seconde il 18%, nel 2025 il rapporto di forza si è invertito 24% vs. 21% con un incremento complessivo del venduto in copie digitali del 18% tra 2025 e 2021.

record negativo

REPUBBLICA. Le 94.700 copie medie (-9%) segnano un nuovo record negativo, scendendo sotto quota 100mila. Un volume che ormai è la metà di quello del Corriere e superiore di appena 10mila copie medie rispetto alla terza testata (il Sole 24 Ore).

Le vendite in edicola sfiorano le 60mila copie medie (-11%) per un peso del 63% sul totale.

Anche il peso delle copie digitali è rimasto complessivamente stabile, passando dal 34% al 37% nello stesso periodo; il problema è che complessivamente i “volumi digitali” sono diminuiti: dalle poco più di 49mila copie medie complessive del 2021 alle 35mila del 2025, con le copie digitali premium dimezzate (-49%) e quelle più economiche in crescita del 31% nel periodo.

comunità professionale

IL SOLE 24 ORE. Il principale quotidiano economico italiano ha diversificato maggiormente i volumi di vendita, con una quota di quelle in abbonamento più alte in assoluto (gioca a favore il fatto di avere una solida comunità professionale di riferimento).

Le copie digitali pesano sul totale per il 67% con una netta prevalenza, però, di quelle più economiche (40%). E sono ancora significativi gli abbonamenti cartacei (11% sul totale), mentre le vendite nel canale edicola soltanto il 22%. La somma di tutte le voci di vendita è di 81.200 copie medie per una flessione del 5,6% sul 2024.

assoluta marginalità

LA STAMPA. Anche il secondo quotidiano ex-GEDI ha vissuto in questi anni un accentuato ridimensionamento delle vendite: le 59.170 copie medie vendute complessivamente nel 2025 sono in calo del 37% sul 2021. Pesa la drastica flessione delle copie cartacee vendute in abbonamento (-70% tra 2021 e 2025). Le vendite in edicola subiscono una flessione anno su anno che, negli ultimi tre, si è stabilizzata al -13%. Assoluta la marginalità delle copie digitali che non vanno oltre al 18% sul totale, con una flessione dell’8% sul 2024.

53mila in media

IL FATTO QUOTIDIANO. Il totale venduto nel 2025 sfiora le 53mila copie medie, valore più alto degli ultimi cinque anni. La testata è l’unica in crescita sul 2024 (+2,5%).

Le vendite nel canale edicola –tra 2021 e 2025– è diminuito del 35% e il suo peso sul totale è passato, in questo periodo, dal 51% al 32%; mentre il peso delle copie digitali è cresciuto dal 48% al 67%.

In particolare c’è un incremento esponenziale delle copie digitali vendute a una frazione del prezzo intero (tra 10% e 30%), il cui peso sul totale passa dall’1,6% del 2021 al 55% del 2025. 

età media alta

IL GIORNALE / LIBERO / LA VERITÀ. Tre giornali di orientamento centro destra e filo governativo. La capofila, il Giornale, vende 24.400 copie medie (-8% sul 2024) e supera la Verità, 23.500 copie medie (-10%). Più indietro Libero, 17.400 copie vendute nel giorno medio (-8%).

La Verità è quella ha un volume di vendita di copie digitali più apprezzabile rispetto alle dirette concorrenti, con un peso complessivo del 25% sul totale, dovuto però, quasi esclusivamente, a quelle  a prezzi più economici. Il Giornale e Libero puntano invece ancora quasi totalmente sulle vendite in edicola (rispettivamente il 92% e l’88% del totale, il che dice qualcosa sull’età media dei lettori).

(nella foto, Lelio Simi)

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