E’ stato lanciato il crowdfunding per “Vincent”, cortometraggio sulla storia di Vincent Plicchi, un ragazzo di 23 anni che si è tolto la vita in diretta TikTok a causa del cyberbullismo. Il film, promosso dall’Associazione Italiana Cyberbullismo e Sexting e prodotto da Fase 3, punta a raccontare gli ultimi giorni del giovane, per trasformare la sua vicenda in uno strumento di sensibilizzazione.
Il progetto ha il patrocinio del Comune di Bologna e il supporto della Regione Emilia-Romagna. Mancano 13.000 euro per completare le riprese: è un crowdfunding “tutto o niente”, quindi se viene raggiunto l’obiettivo entro il 12 giugno ogni contributo viene restituito direttamente da Emil Banca ai donatori.
Conosciuto sui social come “Inquisitor Ghost”, Plicchi era un tatuatore e cosplayer seguito da oltre 300mila persone su TikTok. Le sue dirette erano un punto di riferimento per molti giovani: intrattenimento, dialogo, supporto emotivo.
Nel 2023, però, una campagna diffamatoria ha trasformato quella stessa community in un luogo ostile. Insulti, minacce e pressioni online si sono moltiplicati in pochi giorni, fino a travolgerlo. Nonostante il sostegno della famiglia e l’emergere di elementi a suo favore, il giovane non ha retto all’ondata di odio e si è tolto la vita durante una diretta, il 9 ottobre di quell’anno. L’odio online era basato su accuse infondate di pedofilia, nate da rivalità nel mondo cosplay. Dopo il suicidio, il padre inizia una battaglia per ricostruire quanto accaduto: raccoglie da solo migliaia di messaggi, insulti e minacce. Ottiene l’apertura di un fascicolo per istigazione al suicidio e cyberstalking. Ma all’inizio del 2025 il giudice del tribunale di Bologna decide di archiviare le accuse ritenendo che non vi siano elementi a configurare i reati contestati.
Diretto da Valerio Lo Muzio e interpretato da Haroun Fall, il cortometraggio nasce con l’obiettivo di andare oltre il racconto dei fatti. Il progetto è stato sviluppato con il supporto di professionisti della salute mentale. “Il film sarà destinato non solo ai festival, ma soprattutto alle scuole, dove verrà utilizzato come strumento educativo per affrontare il tema della violenza digitale”, spiega il regista.
Accanto al cortometraggio prende forma “Un Ciak contro il Cyberbullismo”, percorso che coinvolge direttamente gli studenti. Partecipano al progetto il Liceo Laura Bassi di Bologna, il Liceo Toschi di Parma e il Liceo Ballardini Torricelli di Faenza. L’obiettivo è raggiungere oltre 6mila studenti in più di 30 scuole italiane, con proiezioni seguite da incontri e dibattiti guidati da psicologi ed esperti.
Secondo i dati riportati da AICS, oltre il 22% degli adolescenti italiani tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di cyberbullismo, e quasi uno su cinque tra le vittime ha avuto pensieri suicidari.
Le riprese sono previste per settembre 2026, mentre l’anteprima dovrebbe tenersi a dicembre a Bologna.
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