Capisco l’indignazione e lo sfogo di Gianni Giovannetti. Anche io sono indignato, soprattutto stupito per il comportamento dei giornalisti di quei giornali che oggi sono in edicola nonostante lo sciopero nazionale per il rinnovo del Contratto di lavoro scaduto da molto tempo. Credo di non dover aggiungere altro a quello che ha scritto il Direttore del Corriere dello sport, Zazzaroni. Parole sacrosante, di grande dignità e severe verso chi non ha scioperato in barba all’unità della categoria, insomma crumiri come si chiamavano una volta. E non era certo un complimento. Vorrei dire soltanto che, sul serio, mi piacerebbe ascoltare da qualcuno di quei giornalisti che hanno preferito lavorare le loro ragioni, le loro motivazioni. Senza spirito polemico, soltanto per capire. Sarebbe interessante, poi, sapere quanti di quei giornalisti sono andati a lavorare spontaneamente e quanti, magari, sono stati costretti con pressioni, intimidazioni, minacce. Nel precedente sciopero è stato rivelato che alla Gazzetta dello Sport qualche intervento c’è stato. E poi sapere se nonostante tutto ci sono stati giornalisti che a Libero o alla Verità o negli altri quotidiani oggi in edicola hanno scioperato lo stesso. Malgrado il rischio di possibili ritorsioni. In tal caso mi aspetto una solidarietà concreta da parte della Federazione Stampa, magari dell’Ordine (una volta tanto dai, uno scatto di reni). Concludo dicendo che non ho idee chiare e concrete e mi piacerebbe che Professione Reporter desse spazio a interventi di giornalisti più esperti di me, come ad esempio Vittorio Roidi.
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Perchè un free lance dovrebbe rinunciare ai suoi 20, 40, 60 euro lordi a.pezzo per sostenere le ragioni del.collega interno 30 mesi che, oltre a tutele, ferie, le permessi e paracadute, gode di uno stipendio di 2100 euro netti (straordinari, festività e superminimi esclusi oltre a Casagit valutata 2700 euro l’anno e buoni pasto)?
Si consideri che uno stilendio medio in Italia è di 1500 euro.
I giornali escono anxhenin perchè