In copertina del nuovo numero di Voci di dentro, la foto dell’opera d’arte in terracotta realizzata da Alfonso Fina, artigiano di Montesilvano, conoscitore della tecnica del restauro giapponese (kintsugi), tecnica che enfatizza le rotture e le ferite. Titolo del numero è “Ecce homo”. Scrive il Direttore Francesco Lo Piccolo nell’editoriale: “Quel torso spezzato e ricucito col filo spinato, è quello che resta dell’uomo: legato e tenuto insieme dopo la violenza subita, vittima di un crimine, di una strage, di un genocidio o di un  bombardamento come quelli in Medioriente e di cui scrivono qui Roberto Reale e Eric Salerno. Opera che è anche traccia ed emblema dell’ingiustizia, come mostrano i testi scritti dalle persone detenute e dai loro familiari e che appaiono in questo numero firmate con nome e cognome, Gabriel Ippolito, Jus Pantaleo, Alessandro  Catalano, Pierloreto Fallanca, Carmine Autiero”. Voci di dentro è un periodico realizzato con i detenuti delle Case circondariali di Chieti e Pescara e con contributi provenienti da altre carceri.

In questo numero: Francesco Blasi affronta l’argomento del referendum e della “battaglia di un centrodestra da piccolo chimico”. L’esperienza personale di una attivista di Extinction Rebellion, raccontata all’assemblea di Roma del 6 febbraio con associazioni e enti che si occupano  di carcere e diritti. “Io non ti credo più” si chiama l’Ottavo Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile italiana. Dall’Istituto di Casal del Marmo Roma: le testimonianze di tredici ragazzi: droga, alcool, sesso. Sono oltre centomila i condannati con sentenza definitiva a una pena detentiva non superiore a quattro anni per reati non gravi, dopo  la sospensione dell’ordine di esecuzione del la pena (art. 656, co. 5 c.p.p.) che attendono per  molto tempo la decisione sulla richiesta di una misura alternativa alla detenzione. Dal 2 marzo nel carcere di Sulmona è in vigore il “modulo dei bisogni”: ogni detenuto è tenuto a comunicare il giorno prima i bisogni per il giorno successivo: la doccia, stare con gli altri, telefonare ai propri cari.

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