La vendita de la Repubblica è cosa fatta. Il Comitato di redazione è stato convocato nel pomeriggio del 23 marzo, a borse chiuse, per la comunicazione ufficiale. Dal 23 marzo il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, diventato per breve tempo, a metà degli anni’80, primo quotidiano italiano per vendite, appartiene ad Antenna Media srl, del gruppo greco Kyriakou, vicino al Presidente Trump e socio in affari di Mohammed Bin Salman, principe ereditario dell’Arabia Saudita.
Mario Orfeo resta Direttore. Assieme a la Repubblica vengono cedute anche Radio Capital, Radio Deejay e Radio m2o, Huffington Post, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. Mirja Cartia d’Asero, ex Sole 24 Ore, assume il ruolo di Amministratore Delegato del Gruppo Gedi all’interno di Antenna. Linus resta alla guida delle attività radiofoniche.
“nessuna mancanza”
I giornalisti hanno reagito duramente: “Dopo una lunghissima gestazione, durata oltre nove mesi, Exor comunica la cessione del Gruppo Gedi ad Antenna Group proprio nelle ore in cui i giornalisti sono impegnati nel lavoro per raccontare la vittoria del No al referendum, momento assai importante per l’Italia intera e per il nostro giornale. Scegliere un giorno del genere è la finale mancanza di rispetto verso il giornale e la sua storia dell’ormai ex editore di Repubblica. Non sentiremo la sua mancanza. L’addio di John Elkann a Gedi avviene senza tenere in alcun conto nel contratto di compravendita le richieste di garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, di perimetro e di rispetto dell’indipendenza e della collocazione del giornale. La nostra battaglia non è finita, ma continua”.
storia gloriosa
Nel suo comunicato Antenna assicura che proteggerà l’indipendenza editoriale e che Repubblica e i suoi valenti giornalisti saranno inseriti in una società che si occupa anche di documentari, cinema, produzione musicale, eventi, podcast. Il messaggio è: informazione più intrattenimento.
Si chiude così, in questa data di inizio di primavera, una storia gloriosa, quella di un organo di stampa laico e antifascista. Si apre un’altra fase, dai contorni del tutto incerti.
Si chiude anche, nel modo più inglorioso possibile, la comparsa di Elkann sulla scena editoriale. In meno di sei anni il nipote di Gianni Agnelli (figlio della figlia Margherita, con cui è in causa sanguinosa) ha smantellato pezzo dopo pezzo l’intero gruppo Gedi: tutti i giornali locali, L’Espresso, e infine i pezzi pregiati, Secolo XIX, La Stampa (venduta al Gruppo Sae di Alberto Leonardis) e ora la Repubblica. Dal 23 marzo cambia il panorama dei media in Italia: La Stampa e la Repubblica erano i due maggiori quotidiani non schierati con il governo di centro destra (gli altri sono Il Fatto e il manifesto).
Per il 24 marzo è stata convocata l’assemblea dei giornalisti.
“nuove prospettive”
Il presidente di Gedi Paolo Peretti, in un comunicato d’addio rivolto a tutti i dipendenti, afferma che “il passaggio della società al gruppo Antenna apre nuove prospettive per Gedi.
E’ in questa ottica –e cioè creare le condizioni per assicurare uno sviluppo duraturo al Gruppo, accelerandone tra l’altro la transizione digitale– che da parte del venditore è stata selezionata Antenna come acquirente, un gruppo industriale che fa dei Media il proprio core business”.
Sul fallimento del progetto, nessuna spiegazione e nessuna responsabilità attribuita.
“solida realtà”
I nuovi proprietari hanno emesso un comunicato lunghissimo: “Antenna Group metterà a disposizione la propria esperienza nei media, nell’informazione, nell’educazione, negli eventi, nelle conferenze e nell’intrattenimento per rafforzare il portafoglio di testate e brand editoriali di Gedi, trasformando la società in una solida realtà mediatica internazionale, caratterizzata da una forte indipendenza editoriale. Antenna prevede di investire nuove e significative risorse per ampliare la diffusione de la Repubblica e valorizzare il lavoro, più volte premiato, dei suoi numerosi e talentuosi giornalisti. Parallelamente, Antenna intende sviluppare ulteriormente il business radiofonico di Gedi, creando un importante hub radiofonico nel Mediterraneo, e investire nella produzione di documentari informativi, nello streaming, nei podcast, nella produzione musicale ed editoriale, nell’education e nel cinema – ambiti in cui Antenna vanta una comprovata esperienza di investimenti di successo”.
netflix e streaming
Antenna “si impegna a investire nel giornalismo italiano e a rafforzare il ruolo dell’Italia come protagonista nel panorama dell’informazione e dell’intrattenimento. L’accordo aprirà inoltre nuove opportunità per i giornalisti per raggiungere un audience internazionale più ampio. Il gruppo è in fase di confronto con partner strategici negli Stati Uniti per arricchire ulteriormente il portafoglio Gedi con nuovi brand dell’informazione e dell’intrattenimento. Antenna potrà mettere a frutto le proprie relazioni con i principali operatori globali, come Netflix e altre piattaforme di streaming, per ampliare la diffusione dei documentari giornalistici di Gedi”.
Antenna “è un gruppo con 37 canali televisivi tra free-to-air e pay, due piattaforme di streaming e un portafoglio di attività distribuite tra Europa, Nord America e Australia, raggiungendo fino a 500 milioni di persone nel mondo attraverso le proprie piattaforme e partnership”.
(nella foto, John Elkann)
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Dopo mezzo miliardo di perdite era l’ora 😂😂
L’informazione libera e indipendente dovrebbe essere tutelata perché è un pilastro della democrazia. Invece viene venduta come fosse senza sentire i giornalisti. Farà molto comodo al centro-destra, bastonata al referendum grazie anche ai giornali come repubblica che hanno contribuito a far capire qual era il disegno illiberale di questo governo malato di incompetenza e d’arroganza. Ed evito di parlare di Del Mastro e company. I regimi illiberale vogliono servi ignoranti non giornalisti che vogliono fare il loro lavoro. La mia solidarietà ai giornalisti in sciopero
E adesso arrivano Trump e Netflix cosa faranno i giornalisti?
É curioso come chi ride, dal basso della propria inconsistenza cognitiva, non si preoccupi nemmeno del fatto di avere esclusivamente media “di informazione” appartenenti a pochi editori milionario/miliardari e guidati da un’unica narrativa. Da sempre penso che la critica vada orientata a chi detiene il potere in quel particolare momento e che sia da imbecilli schierarsi e tifare.. che si parli di privati o testate giornalistiche.
Ma credo anche che sia importante avere sempre almeno due campane. Dai, adesso che avete finito di godere non si sa bene per cosa, tornate a guardare Temptation Island e fissare la copertina del libro di Vespa che avete comprato per arrivare a pagina 30. Un popolo di zappe. E ricordatevi, se vivete in un paese dove la parola d’ordine é prostituzione… Semplicemente é la proiezione della cultura dei singoli individui.