Si sentiva il bisogno di questo ritratto a tutto tondo di Alberto Nerazzini, che con il suo lavoro di giornalista investigativo ha scoperto gli affari loschi di Delmastro. Altro che “manina”, come hanno commentato gli sconfitti del referendum. Siamo abituati, purtroppo, a un giornalismo che si limita a fare il gioco di chi ha il potere, ad esempio con ripetute ed estenuanti interviste che certo non fanno guadagnare copie. Quando scopriamo giornalisti che hanno ancora il coraggio, la voglia e il talento di indagare (e testate come Il Fatto e pochissime altre, che pubblicano i loro articoli) allora ci investe un piacevole sussulto di fiducia: forse la professione non è ancora morta.
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