Stessa idea, stesso verbo, diverso utilizzo della tecnologia.

La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport sono arrivati in edicola con una prima pagina simile. 

In occasione della semifinale di playoff per la qualificazione dell’Italia ai Mondiali -in programma a Bergamo il 26 marzo alle 20.45, con avversaria l’Irlanda del Nord- i due quotidiani hanno giocato entrambi sul “dato generazionale”: due immagini per mostrare un gruppo di tifosi bambini di entrambi i sessi, con magliette blu e bandierine tricolore. “Fateli sognare”, titola la Gazzetta. “Fatelo per noi”, apre invece il Corsport. Una differenza: la foto della Gazzetta è composta da immagini di stock a cui sono state aggiunte le maglie azzurre con un programma di fotoritocco. Quella del Corriere dello Sport, invece, è stata interamente realizzata con l’Intelligenza artificiale. I volti dei maschietti sono praticamente identici.

tifo planetario

Simili anche gli occhielli: “Una generazione non ha mai visto gli azzurri in Coppa del Mondo”, dice la rosea; “Intere generazioni non hanno mai visto gli azzurri ai Mondiali”, ricorda il concorrente.

Il calcio italiano non partecipa alla World Cup dal 2014, quindi moltissimi giovani non hanno mai provato l’emozione del tifo planetario, dovendosi “accontentare” degli Europei e, alcuni, della vittoria del 2021 a Londra. In ogni caso, appare curiosa la scelta simultanea di due giornali, fra i più venduti della Penisola, di affidare alla tecnologia un’immagine che avrebbero potuto facilmente ricavare dagli archivi. Il risultato non sarebbe stato forse così “coerente” – un gruppo di soli bambini in festa – ma quantomeno vero. Al limite, sempre con i dovuti permessi, si sarebbe potuto optare su una famiglia allo stadio o sul viso di un singolo appassionato.

diffusa scorciatoia

Quanto al Corriere dello Sport, la scorciatoia di affidarsi all’AI è ormai diffusissima sui social e su alcuni siti di informazione o satira. Un modo per evitare i diritti d’autore e al contempo presentare immagini perfettamente coincidenti con i fatti in oggetto, con buona pace della realtà. Nell’editoriale il Direttore Zazzaroni spiega che è stata usata AI perché non esistevano foto di giovanissimi con maglie azzurre.

L’ampiamento di questa pratica – di cui oggi si è visto un primo, prevedibile segnale – potrebbe far sorgere nuovi interrogativi sul rispetto della deontologia e delle professionalità legate all’informazione.

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