Una provocazione. Bisognerebbe pensare ad una misura per cui quei giornali e quelle redazioni che non aderiscono alla battaglia sindacale per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro: una volta conclusa la vertenza, quelle stesse redazioni e quegli stessi editori non potranno/dovranno beneficiare degli eventuali vantaggi che ne deriveranno.
Anche in questo campo, come in quello politico, bisogna fare una volta per tutte chiarezza su chi sta da una parte e chi sta dall’altra. Chi aderisce allo sciopero, scende in piazza, dedica il suo tempo oltre che per sé anche per gli altri, non lo fa senza sacrifici e senza (letteralmente) “costi”. Non lo fa –come amano ripetere Meloni & co.– per avere “il weekend lungo”! E dunque quelli che non ci rimettono niente, se la vedessero da soli, se saranno e potranno esserne capaci.
“Lo sciopero non è mai una festa!”: onore al merito a Ivan Zazzaroni, Direttore con la schiena dritta del Corriere dello Sport.

g.giov2011@gmail.com

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