Stati Uniti. Nuovo scontro fra il conduttore del “Late Show” Stephen Colbert e la rete che ospita il suo storico programma, Cbs.
Lunedì 16 febbraio, all’inizio della diretta, Colbert ha comunicato che i legali del network Paramount gli avevano intimato telefonicamente di non mandare in onda un’intervista al politico democratico James Talarico, membro della Camera dei rappresentanti del Texas e astro nascente della politica statunitense.
“Sapete chi non sarà un mio ospite stasera? Il rappresentante texano James Talarico… doveva essere qui, ma gli avvocati della rete ci hanno chiamato direttamente per dirci che non potevamo averlo. Poi mi è stato detto, in termini alquanto incerti, che non solo non potevo averlo in trasmissione, ma non potevo neanche menzionare il fatto che non lo avrei avuto. E poiché la mia rete chiaramente non vuole che ne parliamo, parliamone!”.
par condicio
Il bando, ha spiegato Colbert in polemica, è stato giustificato con la legge del cosiddetto “equal time”, in pratica la par condicio americana: se una Tv o una radio concede del tempo a un candidato, la stazione deve offrire uno spazio paragonabile agli altri contendenti, se lo richiedono. Una norma che non si applica a servizi streaming, via cavo e social network.
Fino a gennaio, tuttavia, i talk show sono stati sempre “esentati” dal conteggio in quanto “autentici colloqui giornalistici” – “bona fide” -, e ciò da quando, nel 2006, la Commissione federale per le comunicazioni (Fcc) concesse un’esenzione al Tonight Show di Jay Leno. Il cambio di marcia è avvenuto il 7 febbraio, quando la Fcc – oggi diretta dal falco trumpiano Brendan Carr – ha annunciato un’indagine sul celebre programma di Abc “The View”, reo di aver ospitato lo stesso Talarico in violazione dell’”equal time”. Pochi giorni prima, la Commissione aveva inviato un avvertimento ai network esplicitando la nuova linea: “La Fcc non ha ricevuto alcuna prova che la sezione interviste di qualsiasi talk show serale o diurno attualmente in onda possa qualificarsi per l’esenzione di notizie ‘bona fide’”.
quindici minuti
Ed ecco la mossa inattesa di Colbert: poche ore dopo la puntata di lunedì, il conduttore ha pubblicato su Youtube l’intervista a James Talarico, registrata nello stesso studio. Un fatto inedito nella sua lunga carriera. Circa quindici minuti a tutto campo per sfidare la “censura”. “Penso che Donald Trump sia preoccupato che stiamo per ribaltare il Texas”, ha esordito l’aspirante senatore: “Questa è la forma più pericolosa di cancel culture, quella che viene dall’alto”.
Talarico, 37 anni, cristiano di origini italiane, è candidato alle primarie Dem texane per un posto al Senato alle elezioni di Midterm di novembre. Il suo volto giovane e il suo stile dialogante stanno riaccendendo le speranze dei progressisti in uno Stato considerato una roccaforte repubblicana. Proprio il 17 febbraio è iniziato in Texas il voto anticipato per le primarie, in programma il 3 marzo. La sfidante democratica di Talarico, Jasmine Crockett, ha ammesso che la vicenda rappresenta un “notevole boost” per il suo competitor, ma ha comunque plaudito alla risolutezza di Colbert: “In questo momento dobbiamo resistere. C’erano diverse opzioni che potevano essere messe sul tavolo. Il ‘Late Show’ ha deciso per questa opzione e penso che sia stata una buona strategia. Stanno cercando di cambiare le regole e inchinarsi a questo presidente, e ciò si ritorce contro di loro in modo storico”. Crockett ha confermato di non essere stata invitata al “Late Show”, “ma sono rimasta indifferente, poiché ci sono stata in passato”.
“nessun divieto”
Nel frattempo, è arrivata anche la replica della rete Cbs: “Al Late Show non è stato proibito di trasmettere l’intervista con il deputato James Talarico. Semplicemente, è stata fornita una guida legale secondo cui la trasmissione potrebbe attivare la regola della parità di tempo della Fcc per altri due candidati, tra cui la deputata Jasmine Crockett, e sono state presentate opzioni su come soddisfare la parità di tempo per gli altri candidati. ‘The Late Show’ ha deciso di presentare l’intervista attraverso il suo canale YouTube con promozione in onda sulla trasmissione, piuttosto che fornire potenzialmente le opzioni di parità di tempo”.
Anna Gomez, unico membro democratico della Fcc, ha criticato la nota della Cbs appellandosi al Primo emendamento sulla libertà di espressione: “Questo è un altro esempio problematico della resa delle corporazioni di fronte alla più ampia campagna dell’amministrazione per censurare e controllare la parola”. Gomez aveva già accusato la Commissione di usare la legge dell’”equal time” per silenziare le voci critiche in violazione della Costituzione.
fusione miliardaria
La polemica è solo l’ultimo atto della “battaglia” fra Trump e diversi organi di stampa. Il programma di Stephen Colbert, in particolare, chiuderà a maggio per decisione di Cbs. Annunciando la cancellazione dello show, a luglio 2025, la rete aveva parlato di una scelta “puramente finanziaria che non ha nulla a che fare con la performance del programma o con altre questioni in corso a Paramount”. Colbert, invece, aveva definito il suo licenziamento “una mazzetta”, un obolo per favorire la fusione miliardaria tra Paramount e Skydance Media, che richiedeva appunto l’approvazione dell’amministrazione Trump. Il Presidente Usa aveva gioito sui social: “Adoro che Colbert sia stato licenziato. Un uomo senza talento che faceva ascolti bassi”. Un caso simile aveva riguardato a settembre lo show di Jimmy Kimmel, sospeso per alcuni giorni da Abc di Disney su pressione della Casa Bianca.
sistema televisivo
Brendan Carr, presidente della Fcc, non ha mai nascosto di voler rivedere il sistema televisivo Usa, considerato “troppo progressista”: “Il lavoro sulla stampa continuerà, ci sarà uno spostamento enorme nell’ecosistema mediatico”. Lo stesso Trump ha parlato della questione a settembre: “Ho letto da qualche parte che le reti sono al 97% contro di me… eppure ho vinto facilmente… Ho solo cattiva stampa. Penso che forse la loro licenza dovrebbe essere revocata, ma spetta a Carr decidere. Certe Tv sono un braccio dei Dem. Non dovrebbe essere permesso”.
(nelle foto, Stephen Colbert e, dentro, James Talarico)





