(S.A.) In edicola il 28 gennaio il primo dorso speciale per i 150 anni del Corriere della Sera, regalato ai lettori insieme al quotidiano. Si tratta di un inserto dedicato alle copertine storiche della Domenica del Corriere, intitolato Le profezie de La Domenica del Corriere, che raccoglie una selezione di immagini pubblicate tra la fine dell’Ottocento e il Novecento e oggi considerate anticipazioni di temi attuali.

L’inserto propone ai lettori una serie di copertine illustrate e quarte di copertina che, nel corso del tempo, hanno raccontato problemi della società immaginando scenari futuri. Le immagini sono accompagnate da commenti firmati dai giornalisti del Corriere di oggi.

Tra le tavole selezionate compare quella pubblicata il 16 dicembre 1962, firmata da Walter Molino, che raffigura piccole auto leggere, chiamate all’epoca “singolette”, pensate per muoversi più facilmente nel traffico cittadino. Lo sfondo è New York, ma la scena rappresenta una grande città qualunque. Oggi quelle immagini ricordano le minicar elettriche presenti nei centri urbani.

L’idea delle “singolette” nasceva da un fatto di cronaca raccontato nello stesso numero: un uomo bloccato in un ingorgo a New York scendeva dall’auto e camminava sui tetti delle altre macchine per andare avanti. Il problema del traffico era già sentito anche in città italiane come Milano e Roma. Nelle pagine interne, l’articolo firmato da Cesare Armano, pseudonimo del giornalista Franco Bandini, riportava questa riflessione: “Ciò che sorprende in questa situazione è l’assurdo grado di pigrizia mentale che ‘tutti’ dimostrano nei riguardi del futuro…”.

L’inserto mostra come questa attenzione al futuro fosse una caratteristica costante della Domenica del Corriere. Già nel 1899 l’illustratore Achille Beltrame rappresentava i problemi dell’edilizia a Milano. In altri numeri comparivano temi come l’automobile elettrica, le comunicazioni a distanza, il turismo nello spazio, le grandi opere infrastrutturali, le migrazioni, la violenza contro le donne e i cambiamenti ambientali.

Questa capacità di raccontare il presente guardando avanti coinvolgeva tutta la redazione del settimanale, che negli anni ha visto collaborare scrittori e giornalisti come Dino Buzzati. Nei periodi di maggiore diffusione, La Domenica del Corriere arrivò a vendere quasi un milione e mezzo di copie, diventando uno dei settimanali più letti in Italia.

Nell’articolo di apertura dell’inserto, il presidente della Fondazione Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, definisce il settimanale “Quel meraviglioso almanacco di vita italiana, che si distinse anche per una spiccata capacità di inventarsi il futuro, qualche volta azzeccandolo pure”. 

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