Le garanzie per l’occupazione e per il mantenimento della linea editoriale fanno parte della trattativa di vendita de la Repubblica al Gruppo greco Antenna. Lo hanno detto i vertici del Gruppo Gedi al Comitato di redazione. Ma questo non significa che i due punti-chiave richiesti dai giornalisti del quotidiano verranno scritti nell’accordo finale. Il Cdr aveva chiesto a John Elkann, amministratore delegato di Exor azionista di Gedi una risposto sulla questione entro il 7 gennaio. La risposta è giudicata insufficiente e quindi il Cdr si riserva di usare i 5 giorni di sciopero che l’assemblea ha affidato.
attenzione delle parti
Il Cdr, in un comunicato pubblicato sul giornale, “dopo l’incontro con i vertici del gruppo Gedi, prende atto del fatto che le garanzie occupazionali e di linea politico-editoriale da noi richieste all’editore un mese fa (quando Exor confermò la trattativa esclusiva con il gruppo greco Antenna per vendere l’azienda) sarebbero state comprese nel tavolo negoziale, e sarebbero oggi all’attenzione delle parti”.
Tuttavia, “come hanno riferito i dirigenti del gruppo Gedi, non è detto che queste garanzie si materializzino nell’eventuale accordo, perché il negoziato ‘sarà ancora lungo e complesso’, investe diverse altre tematiche ed è comunque sottoposto a vincoli di riservatezza. Serviranno, secondo loro, alcune settimane prima di arrivare all’eventuale sigla di un accordo vincolante, e altro tempo perché questo venga perfezionato”.
fiducia mancante
Il Cdr rileva che “i fatti degli ultimi anni non aiutano in alcun modo ad aver fiducia. La trasparenza da noi richiesta rimane ancora un miraggio. Per questo permane lo stato di agitazione votato dall’assemblea, con i cinque giorni di sciopero affidati al Cdr. Continueremo a vigilare perché siano salvaguardati tutti gli aspetti fondanti della nostra professione e del nostro modo di fare giornalismo, che costituisce una storia di successo da cinquant’anni. Continueremo a far sentire la nostra voce, libera trasparente e pubblica. Invitiamo le nostre lettrici e i nostri lettori a seguirci e sostenerci in questa battaglia e nelle nostre iniziative; una battaglia che non è solo nostra, ma riguarda tutte e tutti coloro che credono in ‘una certa idea di Paese’”.



