L’Ordine nazionale dei giornalisti ha bocciato un corso di formazione professionale obbligatoria sul referendum sulla giustizia. L’Odg ha inviato una circolare a tutti gli Ordini regionali il 22 gennaio scorso: “Si comunica che con l’avvio del regime della par condicio non potrà essere approvato alcun corso formativo che tratti il tema del referendum c.d. ‘sulla giustizia’ -si legge sulla circolare- Tale prescrizione sarà tassativa e valida a prescindere dal pluralismo informativo eventualmente garantito”.
Quindi anche nel caso che la par condicio sia garantita. La legge sulla par condicio (febbraio 2000) in realtà disciplina l’accesso ai programmi di informazione e comunicazione politica. I corsi di formazione vengono presentati dagli Ordini regionali e devono essere approvati dall’Ordine nazionale.
sala prenotata
Con la circolare è stato annullato un evento (con crediti da riconoscere ai partecipanti) già fissato per il 19 febbraio, organizzato da Anna Laura Bussa, tesoriera dell’Ordine regionale del Lazio. Sala della Stampa estera già prenotata e relatori confermati: otto in tutto, quattro a sostegno delle ragioni del Sì, quattro a sostegno delle ragioni del No. Tra gli oratori favorevoli alla riforma Nordio previsti: il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il deputato di Forza Italia Enrico Costa, il costituzionalista ed esponente della “sinistra per il Sì” Stefano Ceccanti e il Direttore della Ragione Davide Giacalone. Per il fronte del No sarebbero invece intervenuti: l’ex guardasigilli Andrea Orlando, l’ex presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro, l’ex Segretario generale dell’Anm Giuseppe Cascini e il Direttore del manifesto.
gratteri protagonista
L’unica possibilità -secondo l’Ordine nazionale- sarebbe stata trasformare il corso di formazione in un convegno: si può parlare di qualsiasi cosa purché non ci siano crediti formativi in campo.
C’è un caso avvenuto a Genova che ha costituito un precedente. A novembre si è tenuto un evento formativo, organizzato dall’Odg ligure in collaborazione con l’Anm. Evento a senso unico, per il No, con Nicola Gratteri protagonista. Il corso ha attirato le critiche di molti osservatori politici e i giornali di destra hanno scatenato una polemica contro la formazione a una sola campana. E’ stato quindi organizzato un contro-evento per il Sì con la partecipazione di Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto del ministro della Giustizia che ha firmato la riforma. In un primo momento l’Ordine nazionale l’ha bloccato perché il 14 gennaio è scattata la par condicio, ma poi -anche a seguito delle proteste della dottoressa Bartolozzi- si è deciso di tenerlo lo stesso, sotto forma di convegno il 29 gennaio. Senza crediti formativi.
nessun confronto
“Avrei voluto organizzare entrambi gli eventi come corsi di formazione -ha spiega il presidente dell’Ordine ligure Tommaso Fregatti- ma vista la circolare sulla par condicio l’iniziativa di oggi è diventata un convegno”. Fregatti specifica di aver concepito due momenti paralleli per le ragioni del Sì e del No solo perché gli oratori non avevano intenzione di partecipare a un confronto.
Il manifesto ha raccontato tutta la storia. La responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani, con numerosi componenti del gruppo Pd alla Camera, ha presentato un’interrogazione alla Presidente Meloni e al ministro Nordio. Nel testo “si chiede se, a giudizio del Governo, questa decisione non leda il diritto dei giornalisti all’attività formativa e non incida negativamente sulla qualità dell’informazione su un tema di particolare rilevanza costituzionale. Si chiede inoltre quali iniziative il governo intenda assumere, per quanto di competenza e nel rispetto dell’autonomia dell’Ordine dei Giornalisti, affinché il principio della par condicio non venga utilizzato come pretesto per impedire una normale e indispensabile attività di formazione professionale riconosciuta con crediti”.
(nella foto, Francesco Paolo Sisto)





