L’Intelligenza artificiale è una “enorme forza invisibile che ci coinvolge tutti”. Dietro, c’è una “manciata di aziende. Un oligopolio che controlla algoritmi e AI, in grado di orientare sottilmente i comportamenti, e persino riscrivere la storia umana. Le imprese dei media e della comunicazione non possono permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai loro valori professionali, sulla ricerca della verità. La fiducia del pubblico si conquista con l’accuratezza, con la trasparenza, non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi. I contenuti generati o manipolati dall’AI vanno segnalati e distinti in modo chiaro dai contenuti creati dalle persone”.
carattere ambivalente
Concetti e parole contenute nel Messaggio del Papa per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (26 gennaio 2026, San Francesco di Sales). Un intervento importante, che opera una distinzione netta tra informazione professionale e Intelligenza artificiale. La prima è un bene pubblico, che deve diventare oggetto di formazione ed educazione. La seconda un’innovazione da guidare, da rendere alleata, consapevoli del suo carattere ambivalente.
Il titolo del Messaggio è: “Custodire voci e volti umani”. Leone XIV parte proprio dal volto e dalla voce, “tratti unici, distintivi, di ogni persona”. Ma “simulando voci e volti umani, sapienza e conoscenza, consapevolezza e responsabilità, empatia e amicizia, i sistemi conosciuti come Intelligenza artificiale invadono anche il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane. Custodire i volti e le voci significa custodire noi stessi”.
reti trappola
Leone XIV parla di “sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza, che stanno in realtà offrendoci al massimo delle approssimazioni alla verità. Una mancata verifica delle fonti, insieme alla crisi del giornalismo sul campo che comporta un continuo lavoro di raccolta e verifica di informazioni svolte nei luoghi dove gli eventi accadono, può favorire un terreno ancora più fertile per la disinformazione, provocando un crescente senso di sfiducia, smarrimento e insicurezza. La mancanza di trasparenza nella progettazione degli algoritmi, insieme alla non adeguata rappresentanza sociale dei dati, tendono a farci rimanere intrappolati in reti che manipolano i nostri pensieri e perpetuano e approfondiscono le disuguaglianze e le ingiustizie sociali esistenti”.
tre pilastri
Il Papa parla di tre pilastri necessari: responsabilità, cooperazione e educazione.
Per chi è al vertice delle piattaforme online responsabilità significa “assicurarsi che le proprie strategie aziendali non siano guidate dall’unico criterio della massimizzazione del profitto, ma anche da una visione lungimirante che tenga conto del bene comune”. La stessa responsabilità è chiesta anche ai legislatori nazionali e ai regolatori sovranazionali, ai quali compete di vigilare sul rispetto della dignità umana: “Va tutelata la paternità e la proprietà sovrana dell’operato dei giornalisti e degli altri creatori di contenuto. L’informazione è un bene pubblico. Un servizio pubblico costruttivo e significativo non si basa sull’opacità, ma sulla trasparenza delle fonti, sull’inclusione dei soggetti coinvolti e su uno standard elevato di qualità”.
cittadinanza digitale
Tutti poi siamo chiamati a cooperare. Nessun settore può affrontare da solo la sfida di guidare l’innovazione digitale e la governance dell’AI. Industria tecnologica, legislatori, aziende creative, mondo accademico, artisti, giornalisti, educatori devono essere coinvolti nel costruire e rendere effettiva una cittadinanza digitale consapevole e responsabile.
A questo mira l’educazione: ad aumentare le capacità personali di riflettere criticamente, a valutare l’attendibilità delle fonti e i possibili interessi che stanno dietro alla selezione delle informazioni, a comprendere i meccanismi psicologici che attivano, a permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione: “Per questo è sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi di ogni livello anche l’alfabetizzazione ai media, all’informazione e all’AI, che alcune istituzioni civili stanno già promuovendo”.
(nella foto, Leone XIV)





