Ferragnez addio, è l’ora di Ferraguess. Un neologismo che premierà la genialità di un noto marchio statunitense, specializzato in abbigliamento e accessori, che è riuscito a farsi pubblicità gratuita sfruttando l’assoluzione di Chiara Ferragni dalle accuse di truffa nel processo per il cosiddetto Pandorogate. È bastato annunciare l’ingaggio dell’influencer, per lungo tempo compagna di Fedez (da cui il neologismo Ferragnez), per conquistare senza sborsare neppure un centesimo spazi preziosi su tutti i media, compresi i più blasonati Corriere della Sera e Repubblica.

Ma l’elenco dei mezzi di informazione, cartacea e digitale, che hanno ripreso la notizia citando espressamente il brand è infinito, e nessuno potrà azzardarsi a citare il Codice deontologico dei giornalisti, che impone la trasparenza e la separazione tra cronaca e messaggio pubblicitario, perché più trasparente di così la pubblicità al marchio e alla Ferragni non poteva essere.

E se mai, sottolineando se mai, un domani non troppo lontano dovessimo trovare su qualche media una pubblicità ufficiale del brand, sarà troppo banale scomodare Andreotti e il suo “a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”.

(lavipera)

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