Le giornaliste e i giornalisti dell’agenzia di stampa Dire proclamano due giornate di sciopero il 28 e 29 gennaio per il mancato pagamento degli stipendi, dopo che l’azienda ha disatteso il piano di rateizzo delle spettanze pregresse. Il sottosegretario all’Editoria Barachini ha chiesto all’editore di destinare i primi proventi derivanti dai contratti di fornitura per pagare gli stipendi arretrati dei giornalisti: “In assenza di un accordo fra editore e Comitato di redazione per la corresponsione degli oneri dovuti il Dipartimento si attiverà per valutare se sussistano i requisiti per una sospensione o interruzione del contratto”.
“Ricordiamo – scrive il Cdr – che lo scorso 9 gennaio la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva pubblicamente sollecitato l’editore a pagare tutti gli stipendi, annunciando il rientro della testata nella convenzione di Palazzo Chigi. A dicembre, l’azienda ha presentato ai dipendenti un piano per recuperare gli stipendi arretrati riferiti ai mesi di settembre, ottobre e novembre 2025. Tale piano, già fortemente contestato dall’assemblea di redazione, prevedeva tra le altre cose il pagamento dell’intero stipendio di dicembre entro il 30 gennaio 2026. Dopo aver ritenuto di non partecipare all’ultimo minuto a un tavolo sindacale con la Federazione della stampa, l’azienda ha comunicato che corrisponderà soltanto una rata di mille euro il 3 febbraio, mentre il restante stipendio di dicembre arriverà a fine marzo”.

Inoltre, su richiesta dell’assemblea, “l’azienda aveva promesso di completare il pagamento degli ‘ex sospesi’ del gennaio 2024 contestualmente alle rate degli stipendi pregressi, ma anche questo impegno è stato disatteso, rimandando ancora una volta la risoluzione di una vicenda che ormai ha compiuto due anni. Rateizzare le mensilità, unito al fatto di comunicare le date dei pagamenti con largo ritardo, è un comportamento che distrugge definitivamente la stabilità economica delle famiglie”.

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