Un grido di allarme parte il 29 gennaio dalle redazioni di Trento e Bolzano del Corriere della Sera: “Lavoriamo in situazioni non più sopportabili”. Con proclamazione dello stato di agitazione. Questione di organico sempre più ridotto, senza sostituzioni di chi se ne va. Nell’anno in cui i piani alti del quotidiano sono impegnati in una celebrazione dei 150 anni di vita, la denuncia apre lo sfogo di molte redazioni locali, che lamentano problemi simili.
organico ridotto
“Da un mese -scrive l’assemblea delle redazioni degli inserti di Trento e Bolzano- stiamo lavorando a organico ridotto: il 31 dicembre è scaduto il contratto a tempo determinato di un collega che era con noi da più di un anno e che non è stato confermato. E per la prima volta non è stato neppure sostituito con un altro collega. Il piano di depauperamento, iniziato da più di dieci anni, ha portato le redazioni di Trento e Bolzano a lavorare in condizioni diventate, attualmente, non più sopportabili. Ci è stato detto di ‘stringere i denti’, di ‘tenere duro’. Lo stiamo facendo e continueremo a farlo, perché crediamo che la qualità dell’informazione e la professionalità di chi veicola le notizie siano fondamentali in un mondo in piena trasformazione. Oggi, però, è sempre più difficile mantenere fede a questi obiettivi. Da anni lavoriamo con colleghi assunti con contratti a tempo determinato in sostituzione di altri che si sono dimessi ormai più di tre anni fa e un continuo turnover di giornalisti che formiamo e che poi siamo puntualmente costretti a salutare, raggiunto il limite dei 24 mesi”.
cinque e quattro
Al Corriere del Trentino -dice l’assemblea- sono rimasti in cinque (compreso il caporedattore centrale che ha la supervisione anche di Bolzano), fra cui un precario, più un part-time. Al Corriere Alto Adige sono in quattro, con un vicecaposervizio che svolge da un anno il ruolo di caposervizio. Questi numeri comprendono anche i due colleghi che si occupano esclusivamente del web.
Le due redazioni coinvolgono il Cdr, informano la direzione che sono in stato di agitazione e annunciano “tutte le forme di protesta che si renderanno opportune fino a quando non si troverà una soluzione”.
rete interna
Il messaggio va nella rete interna con gli indirizzi di tutti i giornalisti del Corriere. Poco dopo la Redazione di Napoli (Corriere del Mezzogiorno) esprime solidarietà ai colleghi di Trento e Bolzano. La Redazione di Napoli “rileva come tali difficoltà riguardino da tempo più redazioni locali senza che l’Azienda, più volte allertata dai Cdr, abbia mai fornito risposte soddisfacenti”.
Anche la redazione di Bergamo esprime solidarietà a Trento e Bolzano e “auspica che le situazioni di precariato e di organici ridotti, che riguardano tutte le redazioni locali, siano affrontate in maniera risolutiva, per garantire quella qualità che ha contraddistinto i primi 150 anni di storia del nostro Corriere”.
denunce da tempo
La Cronaca di Roma esprime solidarietà: “Comprendiamo le difficoltà inerenti ai carichi di lavoro e alle carenze di personale, problemi da tempo denunciati anche da noi”.
La Redazione di Bologna: “Ci auguriamo che qualcosa cambi nel minor tempo possibile e dia la possibilità a tutti di lavorare al meglio senza dover ‘stringere i denti’ e ‘tenere duro’ all’infinito”.
Torino: “Lavoriamo perché il tema delle redazioni locali sia oggetto di un confronto collettivo e complessivo, che cerchi delle soluzioni concrete”.





