Nel giorno di Sant’Ambrogio -7 dicembre- due prove di “giornalismo tradito”.
Primo esempio. La sera di Sant’Ambrogio alla Scala il maestro Riccardo Chailly ha diretto “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk” di Dmitrij Sostakovic. Il regista russo Vasily Barkatov, 42 anni, ha messo in scena una opera lirica molto coraggiosa. L’opera, del 1934, è stata presentata nella versione originale che fu censurata da Stalin. Non si sapeva come il difficile pubblico della Scala l’avrebbe presa, anche per la totale -non consueta- libertà nelle scene sensuali che percorrono il lavoro.
E’ stato un trionfo in mondovisione. Ma il pubblico televisivo non ha potuto vedere in diretta questo successo perché, calato il sipario, anziché mostrare l’attesissima reazione della platea (e del loggione), i telespettatori Rai hanno solo visto e ascoltato quattro figure che commentavano in libertà. In particolare Bruno Vespa (non si sa perché abbia una sorta di diritto sulla prima della Scala) e Milly Carlucci (come seguito di “Ballando con le stelle”, anche con lo stesso vestito).
Secondo esempio. Il giorno dopo Sant’Ambrogio nessun quotidiano a Milano, né il Corriere della Sera, né Repubblica, né il Giornale o Libero, hanno pubblicato, nell’edizione che va nelle edicole, l’elenco completo dei nomi dei prescelti per l’”Ambrogino d’Oro” consegnato il mattino prima. Erano sei premiati alla memoria, 20 attestati, 15 medaglie d’oro e una Grande medaglia d’oro.
Eppure il sindaco in persona, in una sala stracolma del Teatro Dal Verme, aveva spiegato che questa dell’Ambrogino è l’unica occasione annuale in cui la città pone il suo sguardo sull’intera comunità e individua le “civiche benemerenze”. Le candidature sono sempre molte e, alla fine, certamente ci saranno anche criteri spartitori. Ma basta scorrere l’elenco finale per rendersi conto che i diversi ambiti esprimono realtà significative, degne del plauso di tutti. E anche di avere “il nome sul giornale”.
Sempre che il giornalismo non si assenti. Un po’ come quando i giornali non pubblicano gli orari degli scioperi o i film nei cinema. Abdicazione a uno dei loro ruoli specifici.
Riportiamo i premiati qui.
Medaglie d’oro alla memoria
- Carlo Alfredo Clerici
- Ivo De Carneri
- Mario Fezzi
- Annamaria Gatto
- Marco Pedrini
- Luca Targetti
Attestati
• Associazione 232
• Camera del Lavoro Metropolitana di Milano – CGIL
• Cooperativa Sociale Rieducazione Motoria Onlus
• Corale Polifonica Nazariana
• CSRC Carlo Poma
• Salvatore D’Arezzo
• Fare x Bene ETS
• Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS
• Marco Giachetti
• Lo Stampatello – Casa Editrice
• Nativa – Società Benefit
• Nucleo Radiomobile – Comando Provinciale Carabinieri di Milano
• Parco Nord Milano
• Stefano Quintarelli
• ResQ – People Saving People
• Rete Scuole Senza Permesso
• Scuola Militare Teulié
• Spazio Aperto Cooperativa Sociale
• Jo Squillo
• Vince Tempera
Medaglie d’oro
- Iliass Aouani
- Vincenzo Cimino
- Carlo Crocco
- Alessandro Del Bono
- Christian Di Martino
- Mimma Guastoni
- Roberto Leonelli
- Guglielmo Maisto
- Alessandro Maniaci
- Paola Martinoni
- Enrico Mentana
- Claudio Russo
- Fabio Tamburini
- Iris Amelia Scaccabarozzi Tarter
- Leonardo Visco Gilardi
- Grande medaglia d’oro
- FAI – Fondo Ambiente Italiano
(nella foto, Milly Carlucci e Bruno Vespa alla Scala)



