L’ex Direttore del Tg2 Rai, ex ministro della Cultura, oggi corrispondente Rai da Parigi Gennaro Sangiuliano ha scritto il 25 agosto un articolo sul Giornale sulla situazione politica in Francia, con critiche al Presidente Macron. 

Polemica.

Perché negli ultimi giorni Macron è stato attaccato e irriso dal vicepremier e ministro Salvini a causa delle truppe eventuali da inviare in Ucraina. Può un corrispondente Rai (tv pubblica) prendere posizione su un giornale molto schierato (a favore del governo)? 

Il testo pubblicato sul Giornale definisce la politica internazionale di Macron “ondivaga” e mette in luce l’impopolarità del governo guidato da François Bayrou. Salvini, solo poche ore prima, ha detto: “A Milano si direbbe ‘taches al tram’ – attaccati al tram. Vacci tu se vuoi. Ti metti il caschetto, il giubbetto, il fucile e vai in Ucraina”.

Frase che ha causato la convocazione dell’ambasciatrice italiana a Parigi da parte del Quai d’Orsay. Il ministro degli Esteri Tajani ha tentato una mediazione telefonica con il collega francese, mentre Palazzo Chigi è rimasto in silenzio. Il Quirinale, secondo fonti interne, non ha nascosto preoccupazione.

L’Alleanza Verdi-Sinistra (Avs) ha annunciato un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai: “Un giornalista del servizio pubblico ha il dovere di garantire informazione imparziale e non può trasformarsi in opinionista politico al servizio del governo Meloni”. Avs chiede l’audizione urgente in Commissione dell’Amministratore delegato Rai Rossi.

Sangiuliano ha annunciato la valutazione di azioni legali presso la magistratura italiana e la Corte europea dei diritti dell’uomo: “Le mie corrispondenze Rai sono asettiche e ineccepibili secondo i canoni del servizio pubblico. Il comunicato di Avs è una violazione della Costituzione e delle Carte europee che salvaguardano la libertà di espressione. Non mi lascio intimidire. A breve sarà pubblicata una mia biografia su Erdogan, in cui denuncio la repressione dei giornalisti in Turchia. Quei colleghi sono un esempio anche contro gli ‘erdoganiani’ d’Italia”.

Francesco Filini, capogruppo di Fratelli d’Italia in Vigilanza Rai, ha definito l’iniziativa di Avs un “tentativo di censura grottesco”. L’intera maggioranza si è schierata a difesa di Sangiuliano, parlando di un attacco “ridicolo”, “doppiopesista”, e contrario allo European Media Freedom Act, che garantisce libertà editoriale anche all’interno dei servizi pubblici.

Vittorio Di Trapani, Presidente Fnsi ed ex Segretario Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai, ha scritto su Facebook: “Tu giornalista puoi scrivere quello che vuoi, quando vuoi, dove vuoi. Ma visto che per ora sei giornalista Rai, rappresentante – anche con procura legale – del Servizio Pubblico italiano in un altro Paese, devi essere e apparire sempre autonomo e indipendente. Se invece con una mano scrivi i pezzi per la Rai, e con l’altra editoriali per un’altra testata, il risultato è che – per chi ti legge e anche per gli interlocutori nel Paese che devi raccontare – tu sei anche quello che commenta. E questo inevitabilmente ha delle ricadute sul tuo lavoro di giornalista Rai. Ma su una questione ha ragione: è autorizzato dalla Rai. Che sa bene cosa scrive”.

Quindi, dice Di Trapani, la questione non va posta a Sangiuliano, ma alla Rai:

“Cara Rai, ti sta bene che un tuo Corrispondente – e capo sede – scriva editoriali e commenti per un’altra testata? E ti sta bene che questa competenza per scrivere editoriali la maturi grazie al fatto di vivere in quel Paese a tue spese? E ti sta bene che quando – ad esempio – deve chiedere una intervista a questa o quella fonte, inevitabilmente non sarà valutata solo come richiesta del Servizio Pubblico italiano, ma anche dell’editorialista di un quotidiano italiano?”.

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