Una tribuna politica una volta al mese in Rai della Presidente del Consiglio con giornalisti di tutti gli orientamenti.

E basta con le “poesiole” dei politici di ogni partito, tutte le sere nei telegiornali. 

Sono le due proposte del consigliere di amministrazione Rai proposto dall’Allenaza Verdi e Sinistra, Roberto Natale. Lo spunto è il “fuori onda” di Giorgia Meloni il 18 agosto al vertice di Washington sulla guerra in Ucraina, quando ha detto a Trump: “Io con la mia stampa non voglio mai parlare”. Si tratta di riscrivere le relazioni fra politica e giornalismo, precipitate -per colpe di entrambi- a un livello prossimo alla zero. Almeno per quanto riguarda l’interesse dei cittadini ad ottenere un’informazione puntuale, completa, corretta.

male a entrambi

Natale ha scritto che, “nella sua rudezza”, la frase rubata a Meloni “spinge anche noi del servizio pubblico a guardare in faccia più complessivamente lo stato dei rapporti tra politica e giornalismo, per capire se si possa uscire da una situazione che fa male ad entrambi”.

Innanzitutto, la proposta sulla Presidente del Consiglio, “che va in direzione esattamente contraria al ‘fuori onda’ di Washington”. Natale immagina un appuntamento mensile in prima serata (ovviamente Rai), con domande vere di giornalisti e giornaliste di testate (Rai e no) del più diverso orientamento, “come capitava ai segretari di partito nelle ‘Tribune elettorali’ di un tempo, quelle in bianco e nero moderate da Jader Jacobelli, nelle quali i leader politici sapevano mostrare la loro statura anche di fronte alle domande più insidiose”.

“patetiche recite”

Una proposta in nome del valore dell’informazione e in nome del valore della politica: “Restituire verità al confronto tra informazione e politica, sottrarlo alle patetiche recite odierne, potrebbe persino servire a riavvicinare i cittadini alle urne, nel Paese dove l’astensionismo è ormai maggioritario. Va da sé che se la proposta dovesse miracolosamente concretizzarsi si tratterebbe poi di predisporre le opportune garanzie di par condicio”. 

A proposito delle “patetiche recite odierne”, Natale ricorda che con l’informazione Rai apparentemente i politici parlano molto, come testimonia ogni tg. Però “lo fanno nella forma precotta e devitalizzata delle brevi dichiarazioni autoprodotte per i cosiddetti pastoni, senza la possibilità non soltanto della seconda domanda ma nemmeno della prima”. Natale definisce questi interventi spot “‘poesiole’ di 15-20 secondi, mandate a memoria e recitate dai parlamentari più spigliati e telegenici, che mai hanno il problema di dover motivare, se di maggioranza, le roboanti affermazioni a sostegno del governo; oppure, se di opposizione, i giudizi catastrofici sull’operato dell’esecutivo”.

Parola di due direttori

Una roba finta, sia dal punto di vista del giornalismo, sia da quello della politica. I giornalisti Rai da 5 anni hanno mandato in giro un documento per chiedere di smetterla di raccogliere dichiarazioni in questo modo e di raccontare la politica in modo diverso. Senza che però i Direttori di testata, emanazione del governo di turno, quindi -nel tempo- di vario orientamento politico, abbiano mai trovato il coraggio di intervenire. 

Natale ricorda che nel gennaio 2025, intervenendo al congresso Usigrai, il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci era stato esplicito: “Facciamo un convegno sui sonori. Io mi candido! Vogliamo parlare del fatto che se uno non mette un sonoro, questo o quel partito fa partire una raffica di lamentele… Vogliamo parlare di cosa succede quando abbiamo fatto cose dedicate e i partiti volevano parlare d’altro? Parliamone.” E ricorda che il Direttore del Tg3 Pierluca Terzulli, presentando a maggio 2025 al Consiglio di Amministrazione Rai il suo piano editoriale, ha detto: “L’obiettivo è mandare in onda voci raccolte sul campo e non autoprodotte dagli uffici stampa dei partiti, tutto ciò rispettando sempre i doveri di pluralismo e oggettività”.

“mollare la presa”

Natale propone che il Consiglio di amministrazione Rai rilanci la necessità di cambiare strada, coinvolgendo la Commissione parlamentare di Indirizzo e Vigilanza, “perché anche i partiti si assumano la responsabilità di mollare la presa”. E quindi di far scomparire nella discarica della cattiva informazione le “poesiole”.

Naturalmente i partiti -dopo queste proposte- si sono distinti per il silenzio. Ma siamo ancora in piena estate. 

(nella foto, Roberto Natale)

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