Centosettantacinque firme “Contro la congiura del silenzio”. Un appello di 175 giornaliste e giornalisti italiani, riuniti nel “Movimento giustizia e pace in Medio Oriente”, rivolto a giornali, tv e radio affinchè parlino in modo netto del “genocidio del popolo palestinese, della mattanza dei giornalisti a Gaza, delle censure alla libertà di informazione”. Su questo è uscita il 25 maggio una pagina -a pagamento- su la Repubblica.

“A Gaza -inizia l’appello- sono stati uccisi più giornalisti in un anno e mezzo che in tutte le guerre mondiali , in Vietnam, nei Balcani e in Afghanistan. Erano tutti palestinesi. Duecentotrenta colleghe e colleghi assassinati -forse di più- mentre indossavano il giubbotto con la scritta PRESS. Uccisi insieme alle famiglie, ai figli… Ora più che mai è il nostro silenzio a presentare il conto”. 

coro unanime

Era lecito attendersi -si legge nell’appello- un coro unanime di sdegno da parte dei nostri giornali, le nostre televisioni, le nostre radio. Invece, “sullo sdegno ha prevalso in larga parte il silenzio, e la mistificazione della realtà, secondo le veline dell’esercito israeliano e del suo governo. Anche tra noi giornalisti, in molti tacciono, per paura di essere etichettati, discriminati, isolati”. 

Ma ogni verità omessa rende complici, “complici di una strage permanente del popolo palestinese, del diritto internazionale, dei più elementari diritti umani. Complici di un genocidio (altrimenti definito dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres ‘campo di sterminio’)”. 

missione tradita

Se non denunciamo ora, quale giornalismo difendiamo? -si chiedono i 175 giornalisti- “Chi potrà credere nel nostro mestiere? Il nostro silenzio parla. E un giorno griderà che abbiamo tradito la nostra missione. Che invece di difendere le notizie le abbiamo censurate. Intendiamo ribellarci a questa congiura del silenzio… Alziamo finalmente la testa!”. 

Fra i firmatari, il Presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, la Segretaria della Federazione della stampa Alessandra Costante. Ci sono Massimo D’Alema, Rula Jebreal, Beppe Giulietti, Roberto Zaccaria, Pablo Trincia, Lucia Annunziata, Anna Laura Bussa, Fulvia Caprara, Pino Corrias, Fabrizio Paladini, Roberto Di Sante, Silvia Garambois, Gianni Giovannetti, Corrado Giustiniani, Licia Granello, Umberto La Rocca, Raniero La Valle, Karima Moual, Sebastiano Messina, Valeria Parrella, Alberto Stabile, Lucia Visca, Vincenzo Vita, Maria Zegarelli, Ilaria Sotis, Paolo Serventi Longhi, Barabra Scaramucci, Guido Ruotolo, Norma Rangeri. 

(nella foto, Antonio Guterres, Segretario generale Onu)

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