Dal 19 gennaio per leggere Huffington Post si dovrà pagare. A parte alcune notizie di attualità e alcuni blog. 

Huffington Post Italia appartiene al Gruppo Gedi di John Elkann (la Repubblica, La Stampa), che ha rilevato nel giugno 2021 il 49 per cento delle quote ancora in mano BuzzFeed Usa. Il quotidiano online diretto da Mattia Feltri -racconta Primaonline– rinnoverà la veste grafica e riorganizzerà i contenuti. I pezzi di approfondimento e di analisi, altri blog, i canali tematici, i video e i podcast, le newsletter diventeranno accessibili in abbonamento: 49,99 euro per un anno, 69,99 per due.

Da sempre i blog sono la caratteristica di HuffPost, fin dalla sua nascita negli Stati Uniti, nell’anno 2005. Chi li scrive finora non era retribuito, da adesso avrà la possibilità di continuare così, in piena libertà, o firmare un contratto di collaborazione organico e continuativo. Questa seconda scelta è stata fatta, ad esempio, da Gianni Riotta, Giancarlo Loquenzi, Fabio Martini, Paolo Griseri; dallo storico e politologo Giovanni Orsina, dall’analista economico Fabrizio Pagani, dalla politologa Sofia Ventura, dal ‘filosofo di Internet’ Luciano Floridi. Passa in abbonamento anche il blog di Pierluigi Battista.

Ha raccontato Feltri che ci sarà una ricca offerta di podcast e video. Huffington Post prenderà dalla piattaforma di Gedi, dove confluiscono podcast e video prodotti da tutte le testate del gruppo, quelli che ritiene più interessanti per il suo pubblico. 

HuffPost ha una redazione di 15 persone. L’obiettivo, non ufficialmente dichiarato, è di arrivare quest’anno a circa 5mila abbonamenti.

2 Commenti

  1. Ora, la domanda è: ma davvero c’è qualcuno pronto a cacciare soldi per leggere Alessandro De Angelis, Angela Mauro e il Feltri junior?

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