di SOFIA GADICI
Il 6 ottobre l’istituto di ricerca Censis ha presentato l’annuale rapporto sulla comunicazione, giunto alla sua 17esima edizione.
I risultati della ricerca fotografano le abitudini degli italiani e la situazione dei media dopo lo sconvolgimento delle abitudini e delle pratiche sociali provocate dalla pandemia.

Il dato più rilevante emerso dal rapporto è stata la crescita esponenziale dell’uso di internet, di tv e smart tv, smartphone, pc e tablet. “I dati – ha detto Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis – dimostrano che siamo davanti all’alba di una nuova transizione digitale”. Nello specifico, per Valerii è “impressionante” come malgrado l’andamento dei consumi delle famiglie italiane risulti, nel 2021, più basso di 13 punti percentuali rispetto al 2007, la spesa per smartphone è invece crescita del 451 per cento. Quella dei computer e dei mezzi audiovisivi ha fatto registrare un più 90 per cento.

otto su 10 connessi

Al tempo stesso crolla del 46 per cento la spesa destinata all’acquisto di libri e giornali.

Il boom di accesso alla rete ha coinvolto anche il pubblico meno avvezzo alle tecnologie: nel 2021 il 51,4 per cento degli over 65 italiani si collega abitualmente alla rete. Due anni fa la percentuale era del 42 per cento. In totale sono connessi più di 8 italiani su 10. Rispetto al 2019 l’uso degli smartphone è aumentato del 7,6 per cento. Aumentato anche l’uso dei social network, più 6,7 per cento.

Durante la pandemia la tv si è dimostrata una roccaforte e ha risposto a due diversi tipologie di bisogni, quello della socialità (soddisfatto dalla tv tradizionale) e quello della personalizzazione dei palinsesti (soddisfatto dalle piattaforme digitali).

sorprendente radio

Per quanto riguarda la radio, Valerii considera “sorprendente” come “il mezzo di comunicazione di massa più antico” sia sempre all’avanguardia nei processi di ibridazione. Durante la pandemia è sceso l’uso dell’autoradio, diminuzione legata alle limitazioni della mobilità, ma è cresciuto l’ascolto attraverso smartphne e pc.

il dati del rapporto Censis confermano la crisi storica che riguarda la carta stampata, quotidiani ma anche settimanali e mensili. Nel 2007 i giornali cartacei erano letti dal 67 per cento degli italiani, nel 2021 sono il 29 per cento. Una perdita di 40 punti. Nel 2000 si vendevano ogni giorno 6 milioni di copie, nel 2020 sono state 1,3 milioni. Lo stesso crollo ha riguardato settimanali e mensili. I numeri dimostrano inoltre che la riduzione dei lettori non è stata pienamente compensata dall’aumento dei lettori dei quotidiani online che, pur essendo cresciuti, non lo hanno fatto abbastanza da compensare la perdita. Per Valerii il motivo di questa mancata compensazione risiede nella moltiplicazione delle fonti disponibili sul web: i portali di informazione infatti crescono e coinvologo quasi il 54 per cento degli italiani.
Tra le novità emerse dal rapporto c’è, infine e a sorpresa, l’incremento registrato nel 2021 del numero dei lettori di libri: sono il 43,6 per cento con un aumento di 1,7 punti rispetto al 2019.

1 commento

  1. È bene , che anche le Religiose abbiano i loro diritti, non per superbia ,
    Ma questione di Giustizia.???
    Non è giusto che una Suora che ha lavorato una vita in ospedale, asilo, scuola ecc.
    Percepisca una misera
    Pensione di 600.00 Euro al mese.
    Grazie.

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