Martedì 22 dicembre, ore 18, piattaforma Teams. Urbano Cairo parla ai giornalisti del Corriere della Sera. E per due volte -quindi non per caso, né per entusiasmo passeggero- annuncia che vuole “assumere gente”. 

L’occasione sono gli auguri di Natale, una tradizione al Corriere, per la prima volta online. Il primo annuncio è quando ha appena delineato i numeri del corriere.it: “Qui dobbiamo continuare a investire. Dobbiamo assolutamente incrementare. Assumere gente”.  Allinea altre cifre, in particolare sul distacco dato a Repubblica e ribadisce: “Investiremo di più! Prenderemo più gente. Gente giovane!”.

Buone notizie, dunque. In attesa che le parole si tramutino in azioni. Si può notare, con qualche timore, che Cairo parla di “gente” e di “giovani” e non abbina mai la parola “assunzioni” alla parola “giornalisti”. E questi sono tempi di data analyst, ingegneri del web, specialisti Seo, Search Engine Optimization. 

“Brindisi” di Natale nel segno della soddisfazione. Cairo è cresciuto alla scuola di Berlusconi, è stato suo assistente personale e poi vicedirettore generale in Publitalia. Il suo eloquio, le sue espressioni, il suo modo di caricare chi lo ascolta, perfino l’accento, ricordano molto il Cavaliere.

L’incontro è cominciato con i ringraziamenti e i complimenti alla redazione: “Avete fatto bene il vostro mestiere. Avete coperto tutti gli avvenimenti del mondo e in particolare la pandemia. Siete stati in prima linea come pochi. Il Corriere ha dimostrato ancora una volta di essere un grande giornale e voi una grandissima squadra”.

Quindi, è passato al web: “L’attività online è esplosa! Prima della pandemia il Corriere aveva 2 milioni e mezzo di contatti unici al giorno e venti milioni al mese. A marzo abbiamo fatto 7 milioni e mezzo di contatti unici al giorno in media, che si sono ormai consolidati in 5 milioni. Da allora 29 milioni di media al mese, con punte di 35 milioni”. Il Corriere di carta -dice Cairo- è un prodotto eccellente, ricco, vivace, pieno di notizie, autorevolissimo. Un grande biglietto da visita, un fiore all’occhiello. “Sotto, al fianco, dove volete, c’è una moltitudine, milioni e milioni di persone che leggono corriere.it”. Qui dunque si deve continuare a investire, come Rcs sta già facendo, con news letters, podcast.  Ma si deve andare avanti e “assumere gente”.

La pubblicità online- prosegue Cairo- ha seguito il corso. Ha compensato il risultato negativo della pubblicità cartacea, che ha perso il 20 per cento nell’ultimo anno. Grazie anche al fatto che il Corriere ormai è davanti a Repubblica su carta e online: “Siamo davanti di 70/80/90 mila copie al giorno su carta più digitale. In edicola siamo avanti di 50 mila copie, il resto lo fa l’online”. Parla di come la redazione sappia fare bene i titoli, dell’utilizzo della funzione Seo, per ottenere la miglior collocazione nelle ricerche su Google, degli arricchimenti su economia, salute e altro. E riparte con la promessa di più investimenti, di gente da prendere, “gente giovane”.

Chiude raccontando le sue preoccupazioni allo scoppio della pandemia, “quasi uno stato di depressione”, data la responsabilità di un gruppo di 3300 persone, che diventano 4500 con La7 e Cairo editore: “Vedevo un tunnel senza fine. Ma voi avete reagito bene! Il direttore ha fatto la sua parte. E l’anno si chiude meglio di quanto mi aspettavo all’inizio di marzo”. Dice poi che gli dispiace per chi ha bar e ristoranti: “Lo dico da frequentatore di bar e pasticcerie. Spero che le cose possano mettersi meglio per loro. I bar tra l’altro compravano anche copie di giornali…”.

Complimenti a tutti, per finire. Alla redazione, al direttore, al direttore generale Bompieri, ai vicedirettori. Auguri di realizzare i propri sogni, auguri di ripartire nel 2021: “Questa cosa che è capitata ci ha dato un di più dal punto di vista interiore. Costretti a stare soli, ci ha fatto riflettere”.

Professione Reporter

(nella foto, Urbano Cairo, presidente Rcs Mediagroup, con Silvio Berlusconi)

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