di CARLO TROILO

Sono nel mio paese di origine, Torricella Peligna  (Chieti), da 20 giorni e fin  dall’inizio del mio soggiorno siamo sempre senza giornali, così come gran parte dei paesi e delle cittadine della provincia (e –mi dicono – di altre parti d’Italia). A Lanciano due edicole hanno chiuso. La ragione – per quel che mi è dato di sapere – è la richiesta dei distributori di avere più soldi dagli edicolanti, i quali dicono che i loro margini di guadagno per le poche copie che vendono non consentono loro di pagare di più, a meno di lavorare in perdita.

Sembra un incubo.  Qui vedo solo il Corriere perché ho l’abbonamento on line, ma non mi sembra di avere trovato alcun accenno alla questione.

Un altro passo verso la “morte annunciata” dei giornali, che lascerebbe i cittadini in balia di telegiornali (RAI e privati) più di regime e banali.

Possibile che non si possa fare niente?  Penso all’Ordine e alla Federazione, ma anche agli stessi giornali. E ai tanti parlamentari giornalisti.

Potete far girare questa “supplica”? 

4 Commenti

  1. Carlo, sono mesi che scrivo a giornali nazionali e regionali ponendo questo problema. Nessuna risposta! Mi sono abbonato ad un paio di giornali online (Corriere e Repubblica), ma non è la stessa cosa. Leggere il cartaceo, anche se più costoso, dà realmente il senso della libertà di stampa e di opinione. Il distributore dei giornali in Abruzzo e la “bassa Marca” ha il monopolio di questa attività, è socio della società editrice de il Centro, che quindi non può parlare di questo problema. È un servizio pubblico che viene meno. Nessuno parla più della Costituzione più bella del mondo.

  2. A Monteverde, Roma, su 3 edicole vicino casa, Repubblica è disponibile solo in una. E si lamentano del crollo delle vendite#