La luna di miele fra il nuovo direttore Massimo Giannini e la redazione della Stampa è stata bruscamente interrotta. 

Il cdr ha scritto un lungo comunicato ai colleghi per spiegare le ragioni del malcontento, due mesi dopo lo spostamento di Maurizio Molinari a Repubblica e l’insediamento di Giannini a Torino. Voto di gradimento del 13 maggio, 91 per cento sì. Oggi il risultato probabilmente sarebbe già diverso. Nomine senza rispettare i tempi sindacali, chiusure fuori orario (fino a mezzanotte) per cambiamenti dell’ultima ora, presenza a Torino 4 giorni su 7, molta tv. Modi bruschi, responsabilità centrata sulla sua persona, di questo si parla in redazione. Ma seguiamo il cdr (Paolo Baroni, Giacomo Bramardo, Silvia Garbarino, Giulio Gavino, Patrizio Romano, Roberto Travan). Fra le nomine di Giannini c’è quella di Francesca Schianchi, capo a Roma, con Francesca Paci e Maria Rosa Tomasello vice. Paci e Tomasello erano state destinate dal precedente direttore Molinari al trasferimento a Torino con altre quattro colleghe e due colleghi.

Innanzitutto, il cdr giudica “irrituale” la diffusione di un ordine di servizio con nuove disposizioni del direttore pochi minuti prima dell’incontro programmato con il sindacato e, per la parte relativa agli incarichi ed ai trasferimenti, in contrasto con le prerogative fissate dall’articolo 34 del contratto di lavoro, dal momento che per il direttore le nuove disposizioni sarebbero dovute entrare “subito in vigore”, senza il preavviso previsto di 72 ore, termine entro il quale al cdr spetta di esprimere un parere motivato: “Sottolineiamo il rammarico per i colleghi che hanno appreso di essere stati trasferiti senza alcun preavviso della direzione. Ci auguriamo che quanto accaduto sia un fatto isolato e rimediabile”.

modo inaccettabile

Promozioni e spostamenti. Il cdr afferma -fatto grave- che “solo in parte il direttore ci è sembrato il consapevole autore delle scelte”. Ricorda che molti colleghi da tempo attendono gli stessi riconoscimenti: “Inoltre (come abbiamo avuto modo di far notare a Massimo Giannini), il modo di procedere lo riteniamo inaccettabile. Soprattutto in contrasto con le promesse che avevano portato in redazione un clima di fiducia e coesione, concretizzatosi nell’ampio consenso espresso con il voto di gradimento. Diversi colleghi coinvolti dalla nuova organizzazione hanno infatti appreso le novità leggendo la mail. Nessuno li aveva informati. Trasferimenti di responsabilità e colleghi rimossi da incarichi pluridecennali e con specifiche competenze, non sono stati né contattati preventivamente, né avvertiti. In molti casi, nemmeno i responsabili di settore erano al corrente delle novità. Un modo di procedere che ricorda il brutto capitolo dei trasferimenti da Roma e che speravamo esserci lasciati alle spalle, tornando a costruire percorsi e scelte condivise più che imposte. Pertanto invitiamo la direzione a riesaminare coi colleghi interessati le varie posizioni, valutando tutte le alternative possibili per valorizzare la professionalità e l’esperienza dei colleghi, nessuno escluso”. 

Abolizione orario spezzato. “Registriamo positivamente, invece, il ripristino di settori e figure di riferimento e responsabilità. Così come (da noi ribadito più volte) l’abolizione della pausa di 45 minuti nei turni web, ritenuta unanimemente assurda fin dalla sua prima formulazione. Accogliamo positivamente che il Direttore – pur non enunciandola nel suo Ordine di servizio – l’abbia di fatto accolta: nei prossimi giorni Giannini lo comunicherà alla redazione. E formalizzerà anche la data da cui partirà la riorganizzazione (presumibilmente il 1 luglio). Altrettanto positiva ci pare l’intenzione di rafforzare e rendere più freschi i contenuti del web, senza dimenticare la carta”.

Province. Il Cdr ha accolto con favore la delega affidata al vice direttore Paolo Griseri. Al tempo stesso ha preso atto di come gli attuali organici delle edizioni non abbiano potuto portare a valutare inserimenti nel piano di riorganizzazione della redazione centrale, “trasfusioni” di nuove risorse che hanno sempre caratterizzato la storia de La Stampa. Al direttore è stata rappresentata la situazione che ha già visto la maggior parte dei colleghi (al 20 giugno) superare abbondantemente il monte ore di straordinario forfettizzato, un elemento che rischia di innescare problematiche e che deve essere tenuta sotto controllo e affrontata senza indugio. E’ stato inoltre chiesto, in ordine alla situazione attuale, di considerare un eventuale aggiustamento al taglio dei compensi per le collaborazioni “interne”.

danni economici

Orari di chiusura. “Abbiamo espresso a Giannini le nostre (e vostre) preoccupazioni per gli orari di chiusura, protratti a volte anche dopo la mezzanotte. Orari che sul medio-lungo termine potrebbero avere consistenti ricadute sui conti economici (riguardando anche gli altri giornali del gruppo Glocal). Giannini ha ammesso che ci sono state serate difficili, episodi dettati da esigenze giornalistiche, ma ha sostanzialmente spiegato che terrà certamente conto del problema. Anche se resta aperta la questione legata alle partite di calcio, giocate di sera: ‘Mi pare giusto che, se Repubblica chiude a mezzanotte ed esce con i risultati delle partite – sono le state sue parole -, almeno per quelle di Toro e Juve lo dobbiamo fare anche noi: dobbiamo esserci, non siamo figli di un Dio minore. L’obiettivo è quindi chiudere il giornale normalmente tra le 22.30 e le 23, salvo entro la mezzanotte quando giocano le due squadre torinesi’”. Il Cdr ha fatto notare che la redazione da tempo aveva raggiunto l’obiettivo delle chiusure entro le 22,30.   

Presenze in redazione. “Abbiamo ribadito anche l’esigenza di attuare una seria riflessione – coinvolgendo l’amministrazione – sul numero contingentato di presenze nelle redazioni per il Covid, in molti casi sottodimensionato rispetto alle possibilità, pur rispettando i termini di sicurezza. L’esigenza è quella di tornare ad offrire un prodotto più completo e di qualità, e questo passa anche dal rafforzamento delle presenze. Il direttore ha concordato”.   

Sostituzioni estive. Il direttore ha già anticipato la possibilità di un ulteriore “aiuto estivo” in arrivo da Radio Capital, che potrebbe aggiungersi ai colleghi “interni”. Radio Capital, già diretta da Giannini, oggi risponde alla direzione editoriale del dj Linus, Pasquale Di Molfetta, che ha effettuato un taglio dei giornalisti in organico, da ricollocare nel gruppo. 

Nella lettera diffusa prima dell’incontro col cdr Giannini nomina tre vicedirettori: Andrea Malaguti (delega sul web), Marco Zatterin (economia) e Paolo Griseri (Torino e Province). Dice che va posta più attenzione al rinnovamento del “rullo” delle notizie sul web. Nomina Luca Ferrua responsabile del web nazionale da Torino e Paolo Festuccia, responsabile del web da Roma. Incarica Giuseppe Salvaggiulo e Alberto Infelise di raccontare le grandi storie italiane, nella versione “long form”. Nomina Andrea Rossi, capo della redazione di Torino. Ci sono poi molti altri spostamenti che riguardano la grande maggioranza dei servizi. Fra gli altri, Luca Fornovo all’Ufficio del Redattore Capo, Giuseppe Bottero ex capo della Cronaca di Torino diventa capo dell’Economia, Gabriele Martini dalle Hard News a capo delle Cronache, Marco Sodano dal “digital first” alle Province.

Professione Reporter

(nella foto, Massimo Giannini, con Eugenio Scalfari)

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