“Non abbiamo assunto a cuor leggero la decisione di scioperare e di dare il via a uno stato di agitazione che dura tuttora” lo scrivono i giornalisti dell’Ansa in una lettera aperta, il 26 maggio.

“L’Ansa -prosegue la lettera- è una cooperativa dei giornali italiani nata dopo la guerra per restituire al Paese una grande agenzia di informazione che garantisse a tutti i media pluralismo e imparzialità. Per quotidiani, periodici, tv, internet, costituisce una fonte primaria. Il suo sito online è un punto di riferimento per milioni di italiani. Il ricorso alla cassa integrazione e il taglio del budget dei collaboratori, prospettato dall’azienda per far fronte a un calo dei ricavi legato all’emergenza sanitaria, avrebbero gravi ricadute sull’operatività della redazione, con conseguenze negative a cascata su tutto il sistema informativo nazionale, in una fase delicatissima per il Paese. A soffrirne sarebbero in particolare le sedi regionali ed estere dell’agenzia, già messe a dura prova da anni di crisi che ne hanno notevolmente ridotto gli organici. L’Ansa resta ancora l’unica agenzia italiana con una significativa presenza sul territorio nazionale e nel mondo. Chiediamo dunque ai soci editori, al governo e a tutte le istituzioni di mettere in campo ogni azione possibile per salvaguardare questo patrimonio indispensabile per il corretto funzionamento del sistema democratico. Riteniamo che non sia più procrastinabile un intervento che, non solo metta in sicurezza i conti nell’immediato per consentirci di affrontare questa fase con le forze minime necessarie, ma che in prospettiva stabilizzi l’agenzia, garantendo le risorse adeguate a preservare la sua articolata struttura. Tutti i grandi Paesi hanno una agenzia di notizie che costituisce l’ossatura del sistema informativo. Privarsene, per l’Italia, sarebbe un grave danno. Tutelare l’Ansa è tutelare il Paese”.

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